Donald Trump ha approvato un accordo nucleare con l’Arabia Saudita che potrebbe aprire la strada all’arricchimento dell’uranio da parte del regno. A riferirlo alla CNN è un funzionario statunitense, secondo il quale l’intesa potrebbe essere annunciata già mercoledì. Dopo la presentazione ufficiale, l’amministrazione americana intende trasmettere il testo al Congresso.
Trump e l’accordo nucleare con l’Arabia Saudita: tecnologia americana per 30 anni
L’intesa sarebbe della durata prevista di 30 anni e, sempre secondo il funzionario, coinvolgerebbe aziende statunitensi nella fornitura di tecnologia e competenze per lo sviluppo del programma nucleare saudita.
Dopo l’annuncio ufficiale, l’amministrazione Trump intende trasmettere il testo al Congresso. Trattandosi di un cosiddetto “123 Agreement”, dal nome della sezione dell’Atomic Energy Act che disciplina la cooperazione nucleare degli Stati Uniti con altri Paesi, i parlamentari avranno 90 giorni per esaminarlo e potranno tentare di bloccarne l’entrata in vigore.
Il funzionario ha aggiunto che l’accordo potrebbe essere annunciato già mercoledì, indicando così una tempistica ravvicinata per la pubblicazione del testo e per l’avvio del processo formale di notifica al Parlamento.
Limiti alle ispezioni e dubbi dei legislatori
Secondo il funzionario statunitense citato dalla CNN, l’accordo includerebbe limiti alle ispezioni che potranno essere effettuate sul programma nucleare saudita. Un elemento che potrebbe alimentare lo scetticismo dei membri del Congresso durante l’esame dell’intesa.
Reuters riferisce inoltre che il testo non prevederebbe l’adesione dell’Arabia Saudita al Protocollo aggiuntivo dell’Aiea. Questo strumento concede all’Agenzia internazionale per l’energia atomica poteri di verifica più estesi, comprese ispezioni con breve preavviso in siti non dichiarati. La sua assenza potrebbe quindi sollevare dubbi sulla capacità degli organismi internazionali di controllare eventuali attività nucleari non dichiarate nel regno.
I timori di Israele e il confronto con l’Iran
La possibilità che Riad sviluppi una capacità interna di arricchimento potrebbe alimentare nuove tensioni in Medio Oriente. L’arricchimento dell’uranio e il riprocessamento del combustibile esaurito sono infatti le due principali vie per ottenere i materiali fissili necessari alla costruzione di armi nucleari.
Israele, ritenuto in possesso di un arsenale nucleare mai dichiarato, guarda da tempo con preoccupazione all’accesso saudita a queste tecnologie. Sullo sfondo rimane anche il confronto con l’Iran, principale rivale regionale di Riad e in possesso di scorte di uranio arricchito.
Il principe ereditario Mohammed bin Salman ha dichiarato in passato che l’Arabia Saudita cercherebbe di dotarsi di un’arma nucleare qualora Teheran riuscisse a produrne una. L’accordo riguarda ufficialmente soltanto l’energia civile, ma l’assenza di alcuni vincoli richiesti in passato da Washington promette di rendere particolarmente delicato il confronto al Congresso.
