Il 26 Maggio 2026 in un ditta di Spianate, una frazione di Altopascio in provincia di Lucca, si è verificata un’altra morte sul lavoro. Questa volta, l’incidente ha colpito un operaio di 30 anni.
L’allarme è scattato intorno alle 11:40, come confermato dall’ANSA, presso la Cora Srl di Spianate: si tratta di un’azienda specializzata nella progettazione e produzione di impianti per il settore farmaceutico e chimico. L’uomo stava spostando una pressa momentaneamente fuori uso con un transpallet, quando il macchinario è improvvisamente caduto, travolgendolo.
I soccorsi: manovre rianimatorie senza risultato
I colleghi hanno prontamente tentato di rianimarlo e pochi minuti dopo sono arrivati anche i sanitari della Misericordia di Altopascio, i Vigili del Fuoco con un’autogru, i Carabinieri e i tecnici PISLL (Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro) dell’ASL di Lucca. Le manovre rianimatorie sono proseguite a lungo, ma senza risultati: il medico legale ha constatato il decesso poco dopo l’arrivo dei soccorritori.
Le indagini in corso a Lucca
L’uomo era un operaio specializzato, e faceva questo lavoro da oltre 5 anni. Le autorità hanno aperto un’inchiesta per ricostruire l’accaduto e verificare eventuali responsabilità o carenze nelle misure di sicurezza. Si stanno esaminando le condizioni del macchinario e le modalità d’uso all’interno dello stabilimento.
Sicurezza sul lavoro: un bilancio allarmante
Il 10 Aprile 2026, quindi solo poco più di un mese fa, era successo a Palermo: due operai morirono cadendo da una gru mentre stavano lavorando alla ristrutturazione di un palazzo in via Ruggero Marturano.
I dati del 2026, infatti, rimangono preoccupanti: secondo l’Osservatorio Vega, nei primi mesi dell’anno si sono già contati 192 decessi in tutta Italia. Garantire prevenzione e controlli rigorosi è l’unica strada per evitare che tragedie come quella di Giacomo si possano ripetere.
