Il centro di Torino si è trasformato in un campo di battaglia prima ancora che il derby della Mole iniziasse. Otto ultras juventini sono stati arrestati dopo violenti scontri esplosi tra le strade, mentre la tensione tra le due tifoserie era alle stelle. Gruppi di tifosi si sono fronteggiati con una veemenza inedita, costringendo le forze dell’ordine a intervenire con decisione. Sei agenti sono finiti a terra con contusioni, feriti nel tentativo di riportare l’ordine. Nel mezzo del caos, Marco Leonardo Basoccu, un tifoso bianconero, è stato gravemente colpito e ora lotta in ospedale, in prognosi riservata. Parrebbe che sia stato colpito da un altro tifoso bianconero.
Lo scorso 25 maggio, la polizia ha messo le manette a otto tifosi juventini ritenuti responsabili degli incidenti legati al derby. Tre sono stati presi sul fatto, mentre altri cinque sono stati identificati grazie a riprese fatte con un drone. Per loro le accuse sono pesanti: resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti pericolosi e possesso di materiale pirotecnico vietato durante le manifestazioni sportive. Non solo: il Questore di Torino ha firmato undici Daspo nei confronti di altri tifosi considerati una minaccia per l’ordine pubblico. Gli agenti, che hanno dovuto fronteggiare una situazione difficile, hanno riportato sei contusioni nel corso degli interventi. L’azione è stata supportata da telecamere e sistemi di sorveglianza, pensati per evitare che episodi simili si ripetano.
Il tifoso ferito: le condizioni restano gravi
Marco Leonardo Basoccu, 36 anni, nato a Torino ma residente a Milano, è uno dei volti più segnati dagli scontri. Colpito prima dell’inizio della partita, è stato portato d’urgenza alle Molinette, dove è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico. Le ultime analisi, tra cui una Tac, confermano che le sue condizioni sono stabili ma ancora critiche. Basoccu resta intubato e in prognosi riservata, sotto stretto controllo medico a causa del grave trauma cranico subito. Nel frattempo, centinaia di tifosi juventini si sono raccolti davanti all’ospedale per mostrare solidarietà alla famiglia, in attesa di aggiornamenti sul suo stato di salute.
La versione del padre: “Non è stata una bottiglia, ma un razzo lacrimogeno”
Pierluigi Basoccu, padre di Marco, ha voluto fare chiarezza dopo alcune ricostruzioni dei fatti apparse sui media. Smentisce con forza l’ipotesi che il figlio sia stato colpito da una bottiglia, spiegando che un simile oggetto non può causare ferite così gravi da richiedere un intervento neurochirurgico e una prognosi riservata. Secondo lui, fonti certe gli hanno riferito che Marco è stato centrato da un razzo lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo durante gli scontri. Questo ordigno, sostiene il padre, ha provocato un impatto devastante, escludendo altre cause per il trauma subito. La famiglia chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto e che si individuino i responsabili di un episodio che ha segnato profondamente la loro vita.
