San Siro si era acceso subito: Saelemakers aveva portato il Milan in vantaggio, regalando speranze ai rossoneri. Ma quel vantaggio è svanito in fretta. Il Cagliari ha rimontato, piegando il Diavolo proprio quando contava di più. Il risultato? Una sconfitta amara che ha lasciato la curva in silenzio, carica di delusione. Non era solo una partita, ma la sfida per la Champions, e il Milan l’ha persa. Nel frattempo, a Verona, la Roma non ha tremato: un 2-0 deciso che vale la qualificazione. E ancora, il Como ha scritto una pagina incredibile, travolgendo il Cremona 4-1 e guadagnandosi un posto in Europa come mai prima. Sul fronte salvezza, il Lecce ha avuto la meglio sul Genoa con un gol che ha deciso tutto: i salentini restano in Serie A, mentre i grigiorossi sono costretti alla retrocessione. Tra sorprese e amarezze, la stagione si chiude con un ribaltone che nessuno avrebbe previsto.
A San Siro il Milan ha vissuto un’altalena di emozioni. Dopo un avvio promettente, con Saelemakers che ha sfruttato l’assist di Gimenez per portare i rossoneri in vantaggio, il Cagliari ha risposto con grinta. Al 20’, Borrelli ha riportato il match in parità con un gol nato da un calcio d’angolo e da una disattenzione della difesa milanista. Nella ripresa, Juan Rodriguez ha completato la rimonta con un colpo di testa preciso su una mischia, infilando Maignan. Il Milan ha avuto una ghiotta occasione con Mendy al 40’, ma il giocatore ha fallito il gol da posizione favorevole, spegnendo ogni speranza. La sconfitta ha scatenato la rabbia del pubblico, che ha salutato la squadra con fischi fragorosi, consapevole di aver assistito a un’altra stagione di delusioni.
Roma a Verona, Champions conquistata con fatica
Al Bentegodi la Roma ha trovato un Verona deciso a non mollare un centimetro. Nel primo tempo i giallorossi hanno faticato a creare pericoli, ma il portiere Svilar è stato protagonista con parate decisive, tra cui un intervento su Bowie. La svolta è arrivata in avvio di ripresa: Valentini ha commesso un fallo da ultimo uomo su Dybala, beccandosi il secondo giallo e lasciando i padroni di casa in dieci. Poco dopo, un fallo di mano di Bowie ha regalato un rigore ai giallorossi. Malen ha calciato, Montipò ha parato, ma l’azione si è chiusa con Dybala che ha servito l’olandese per il gol dell’1-0. Nel finale, El Shaarawy ha chiuso i conti con una rete su assist di Dybala, regalando alla Roma la certezza della Champions 2026.
Como fa storia a Cremona e vola in Europa
Il Como ha saputo soffrire e colpire con efficacia allo Zini di Cremona. I padroni di casa, ancora alle prese con la lotta salvezza, hanno provato ad attaccare ma si sono mostrati poco lucidi nei momenti decisivi. Al 36’ del primo tempo, una ripartenza di Diao ha portato al primo gol dei lombardi, con una deviazione sfortunata di Grassi che ha ingannato il portiere. Nella ripresa, Jesus Rodriguez ha assistito Douvikas per il raddoppio, mentre Bonazzoli ha accorciato dal dischetto. Un secondo rigore, contestato, ha favorito Da Cunha, autore di una doppietta che ha chiuso la partita. L’espulsione di Grassi ha complicato ulteriormente la vita alla Cremonese, costretta a chiudere in dieci. Il 4-1 finale regala al Como un ingresso storico nelle competizioni europee, segnando una nuova pagina per il club.
Lecce salva la pelle, Napoli saluta Conte con una vittoria
Al Via del Mare il Lecce ha giocato una partita intensa, dominando sin dall’inizio contro un Genoa in difficoltà. Dopo un’occasione sprecata da Cheddira in contropiede, è stato Banda a trovare il gol decisivo, sfruttando una seconda chance. Nonostante la posta in gioco, la partita è rimasta tesa fino all’ultimo minuto, ma il Lecce ha conquistato la salvezza, ormai certa anche grazie alla vittoria del Como. Nel frattempo, a Napoli, l’ultima gara di Antonio Conte sulla panchina azzurra si è chiusa con un successo di misura sull’Udinese. Hojlund ha deciso il match con un gol su assist di De Bruyne. Nel secondo tempo, l’espulsione di Kabasele ha lasciato gli ospiti in dieci, spegnendo ogni speranza di rimonta. Conte ha annunciato l’addio, ammettendo di non essere riuscito a creare l’unità necessaria attorno alla squadra.
