Un commando di uomini mascherati ha fatto irruzione all’alba dello scorso 19 maggio nella villa di Alain Prost a Nyon, nel Cantone di Vaud, a pochi chilometri da Ginevra. I rapinatori hanno immobilizzato l’ex pilota di Formula 1, settantunenne, colpendolo con violenza alla testa, e hanno poi costretto uno dei figli a condurli alla cassaforte dell’abitazione, che è stata svuotata. Ai sanitari intervenuti sul posto è spettato il compito di medicare le ferite al capo del quattro volte campione del mondo, al quale è stato diagnosticato un trauma cranico. L’ammontare del bottino non è al momento quantificabile.
La dinamica dell’irruzione e il bersaglio degli orologi Richard Mille
L’assalto si è consumato intorno alle 8.30 del mattino, quando il gruppo a volto coperto ha violato la dimora svizzera. Secondo le prime ricostruzioni investigative riferite dal quotidiano elvetico Blick, l’azione sarebbe riconducibile a una banda di rapinatori transfrontalieri di elevato livello organizzativo. L’obiettivo dell’incursione sarebbe stata la collezione di orologi di lusso a marchio Richard Mille, maison di cui Prost è partner di lunga data: la casa orologiera ha dedicato all’ex pilota un’edizione limitata, prodotta in soli trenta esemplari.
Le condizioni di Alain Prost e l’inchiesta della procura
Stando a quanto riportato sempre da Blick, le ferite fisiche riportate da Prost sono di lieve entità, mentre il trauma psicologico conseguente all’aggressione risulterebbe profondo. Dopo aver ricevuto le prime cure, l’ex pilota avrebbe fatto rientro a Dubai, dove risiede per la maggior parte dell’anno. Nelle ore successive al colpo le forze dell’ordine hanno disposto un imponente dispositivo di ricerca, con pattuglie, unità cinofile e il supporto delle autorità francesi, finora senza esito. La procura del Cantone di Vaud ha aperto un’inchiesta sull’accaduto.
