SpaceX porta a casa un test chiave per il futuro di Starship. La nuova versione V3 del maxi-veicolo spaziale progettato dall’azienda di Elon Musk ha completato con successo il suo primo volo suborbitale, segnando un passaggio importante nel percorso verso le missioni lunari del programma Artemis e, più avanti, verso l’obiettivo dichiarato dei viaggi verso Marte.
Il lancio è avvenuto dalla base di Starbase, a Boca Chica, in Texas. Il sistema è composto dal booster Super Heavy e dalla navetta Ship: insieme raggiungono circa 124 metri di altezza e rappresentano una versione profondamente aggiornata rispetto ai prototipi utilizzati nei test precedenti. Le modifiche hanno riguardato il razzo, la capsula, i motori Raptor e anche la piattaforma di lancio.
Il volo e l’ammaraggio del Super Heavy
La missione aveva un obiettivo preciso: verificare in condizioni reali le modifiche introdotte sulla nuova architettura di Starship. Dopo il decollo, il razzo Super Heavy ha completato regolarmente la fase iniziale del volo e la separazione dalla navetta Ship.
A circa sette minuti dal lancio, il booster è ammarato nel Golfo del Messico, come previsto dal profilo di missione. Per questo primo test della versione V3, SpaceX ha scelto di non tentare il rientro alla torre di lancio, preferendo una procedura più prudente dopo le numerose modifiche introdotte sul veicolo.
La Starship V3 continua il viaggio nonostante un motore fuori uso
Dopo la separazione dal Super Heavy, la navetta Ship ha proseguito il volo lungo una traiettoria stabile, pur con uno dei sei motori fuori uso. Il veicolo è riuscito comunque a completare la parte principale della missione e ha raggiunto l’area prevista per l’ammaraggio nell’Oceano Indiano.
Durante il percorso, la Ship ha rilasciato 20 simulatori Starlink, pensati per replicare dimensioni e caratteristiche dei satelliti Starlink V3 di nuova generazione. A questi si sono aggiunte due unità modificate dotate di telecamere, utilizzate per osservare e riprendere lo scudo termico della capsula durante le fasi più delicate del rientro.
L’ammaraggio finale è avvenuto in modo controllato. Al contatto con l’acqua, la navetta ha cambiato assetto, si è inclinata ed è esplosa: una conclusione spettacolare, ma prevista dal piano di test, visto che il prototipo non doveva essere recuperato.
Perché il test pesa sul programma Artemis
Il successo del volo è rilevante anche per la Nasa. Starship V3 è infatti al centro dei piani per lo sviluppo del sistema di allunaggio umano nell’ambito del programma Artemis, con cui l’agenzia spaziale americana punta a riportare astronauti verso la Luna e a preparare missioni sempre più complesse nello spazio profondo.
Al test ha assistito anche l’amministratore della Nasa Jared Isaacman, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di SpaceX in vista delle prossime tappe. “Siamo entusiasti di vedere Starship mandare persone sulla Luna”, ha detto, definendo il futuro del programma “davvero entusiasmante”.
Per SpaceX, il volo della V3 rappresenta dunque un passo in avanti dopo una lunga serie di test, successi parziali e problemi tecnici. Il percorso resta complesso, ma la prova ha confermato che la nuova configurazione del veicolo può sostenere le fasi principali della missione: lancio, separazione, rilascio del carico simulato, rientro e ammaraggio controllato.
