Sono stati individuati alle Maldive i corpi dei quattro sub italiani dispersi durante un’immersione in una grotta sottomarina nei pressi dell’atollo di Vaavu. La conferma è arrivata dalla Farnesina, dopo giorni di ricerche complesse in un ambiente particolarmente difficile e rischioso.
Secondo quanto riferito dalle autorità, i corpi sono stati localizzati nel terzo segmento della grotta, la stessa cavità in cui il gruppo si era immerso. Il ritrovamento segna una svolta nella vicenda, ma non chiude ancora le operazioni: il recupero non è stato completato e saranno necessarie ulteriori immersioni.
L’annuncio delle autorità delle Maldive
Le Forze di Difesa Nazionali delle Maldive, le Mndf, hanno annunciato su X il ritrovamento dei corpi dei quattro italiani, spiegando che l’operazione è stata condotta congiuntamente dalla Guardia Costiera delle Forze Armate maldiviane, dalla Polizia e da sommozzatori stranieri.
Il portavoce dell’ufficio del presidente maldiviano, Mohamed Hussain Shareef, ha dichiarato che i corpi sono stati ritrovati all’interno della grotta sottomarina in cui era avvenuta l’immersione. La zona, proprio per la sua conformazione, rende particolarmente delicata la fase di recupero.
Alle operazioni ha preso parte anche un team di tre speleosub finlandesi esperti, insieme ai tecnici specializzati della Missione di Recupero delle Maldive. Secondo quanto riportato dal portale maldiviano The Edition, è stato utilizzato anche un veicolo sottomarino a controllo remoto.
Maldive, recupero ancora da completare
Il ritrovamento, dunque, non coincide ancora con il recupero delle salme. Le autorità maldiviane hanno fatto sapere che saranno necessarie nuove immersioni per riportare fuori i corpi dalla grotta. Un passaggio tecnico che dovrà essere gestito con estrema prudenza, vista la profondità e la complessità dell’ambiente sottomarino.
Oltre al team di Dan Europe e alle forze maldiviane, secondo i media locali, nelle operazioni sono stati coinvolti anche supporti tecnici da parte dei governi britannico, australiano e statunitense.
La vicenda ha seguito fin dall’inizio anche un canale diplomatico, con la Farnesina impegnata nel coordinamento con le autorità locali e nell’assistenza ai familiari dei connazionali coinvolti.
La comunicazione alle famiglie
La notizia dell’individuazione dei corpi è stata comunicata anche ai familiari attraverso l’ambasciata. “In prima mattinata ci ha chiamato l’ambasciata, dicendo che erano stati individuati i corpi”, ha riferito all’ANSA l’avvocato Antonello Riccio, legale di Federico Gualtieri.
Alla domanda se fossero stati individuati tutti e quattro i corpi, il legale ha risposto: “Ci hanno detto individuato al plurale, dovrebbe significare tutti”.
Ora l’attenzione resta concentrata sulla fase di recupero, che potrebbe richiedere tempi e cautele ulteriori. Solo al termine delle operazioni sarà possibile procedere con gli accertamenti successivi e con le procedure per il rientro delle salme in Italia.
Per approfondire: Maldive, il governo sui sub italiani: “Avevano i permessi, ma non tutti erano indicati”
