Nuovi elementi emergono sulla tragedia dei sub italiani morti alle Maldive durante un’immersione nell’atollo di Vaavu. Secondo quanto riferito dal portavoce del presidente maldiviano Mohamed Muizzu, Mohamed Hussain Shareef, il gruppo legato all’Università di Genova era in possesso dei permessi necessari per svolgere attività di ricerca marina. Resta però aperto il nodo dell’immersione nella grotta sottomarina, che non sarebbe stata indicata nella proposta autorizzata dalle autorità locali.
Il caso riguarda la morte di cinque italiani: la professoressa Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, il biologo Federico Gualtieri, la ricercatrice Muriel Oddenino e la guida Gianluca Benedetti. La tragedia si è consumata durante un’immersione profonda in un’area particolarmente complessa, dove le condizioni del mare, la visibilità ridotta e le correnti possono rendere estremamente difficile l’orientamento anche per subacquei esperti.
Maldive, il nodo dei permessi e della profondità
Il portavoce del presidente delle Maldive ha spiegato che il team italiano conduceva da anni attività di ricerca nelle Maldive e che la proposta presentata al Dipartimento di ricerca marina era stata approvata. Il permesso, valido dal 3 al 17 maggio, comprendeva sei atolli, tra cui quello di Vaavu, e indicava anche l’imbarcazione Duke of York.
Secondo quanto riferito da Shareef, la ricerca del gruppo era prevista in un range compreso tra 0 e 50 metri di profondità. Un dettaglio rilevante, perché alle Maldive il limite ordinario per le immersioni ricreative è di 30 metri. Per i ricercatori, tuttavia, possono essere previste attività più profonde, purché inserite in un progetto autorizzato.
La questione centrale, dunque, non riguarderebbe soltanto la profondità raggiunta, ma il tipo di immersione. La grotta sottomarina, dove si sarebbe verificato l’incidente, non sarebbe stata menzionata nella proposta di ricerca. Le autorità maldiviane hanno sottolineato che l’indagine dovrà chiarire fino a quale profondità siano arrivati i sub e con quale attrezzatura si siano immersi.
Due nomi non comparivano nella lista
Un altro punto ancora da chiarire riguarda la composizione del gruppo. Secondo il portavoce, tre dei sub coinvolti risultavano nella lista del team di ricerca: Montefalcone, Oddenino e Gualtieri. Non sarebbero invece comparsi nei documenti ufficiali Giorgia Sommacal, figlia della professoressa, e Gianluca Benedetti, indicato come guida subacquea.
Le autorità maldiviane, al momento, non parlano di irregolarità definitive sul piano legale, ma di elementi che dovranno essere approfonditi. Shareef ha ribadito che il governo non era a conoscenza dell’immersione in grotta e che saranno gli accertamenti in corso a stabilire l’esatta dinamica dell’incidente.
La licenza della Duke of York sospesa dopo il disastro alle Maldive
Nel frattempo è stata sospesa la licenza della Duke of York, l’imbarcazione sulla quale si trovavano i turisti italiani. La decisione, secondo le autorità locali, è collegata a verifiche sulla licenza turistica della barca e alla gravità dell’incidente.
Le operazioni di recupero dei corpi sono rese particolarmente difficili dalla profondità, dalla conformazione della grotta e dalle condizioni del mare. Durante le ricerche è morto anche un soccorritore delle forze armate maldiviane, Mohamed Mahudhee, deceduto dopo un malore legato all’immersione. Un ulteriore elemento che conferma la complessità e la pericolosità dell’intervento.
Sul caso restano aperte le indagini tra Maldive e Italia. Le verifiche dovranno stabilire se l’immersione fosse pienamente compatibile con le autorizzazioni concesse, quali condizioni abbiano inciso sull’incidente e se vi siano state responsabilità nella gestione dell’uscita in mare.
