Nella notte tra il 16 e il 17 maggio Mosca è stata colpita da un ampio raid con droni ucraini. Il bilancio iniziale parla di tre morti confermati e diversi feriti.
Le autorità russe hanno riferito l’intercettazione di 556 velivoli nel giro di poche ore. Nonostante ciò, più aree dell’hinterland sono state raggiunte dagli impatti: Khimki, Klin, Zelenograd e la zona attorno all’aeroporto di Sheremetyevo. Danni sono stati segnalati anche a edifici residenziali.
Il governatore della regione, Andrey Vorobyov, ha confermato le tre vittime. Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha inoltre parlato di circa una dozzina di feriti in prossimità di una grande raffineria, senza ulteriori dettagli sullo stabilimento interessato.
Sul fronte dei trasporti l’effetto è stato immediato: a Sheremetyevo circa 200 voli sono stati ritardati o cancellati, mentre a Vnukovo i disagi hanno toccato quasi 100 rotte. Nel frattempo, immagini e video delle esplosioni hanno iniziato a circolare sui canali social, con riscontri geolocalizzati nelle aree menzionate.
Il raid con droni a Mosca: i bersagli e la risposta di Zelensky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito il raid «una risposta giusta» agli attacchi russi che hanno provocato vittime in diverse città ucraine. In più passaggi pubblici ha indicato la capacità di colpire a oltre 500 chilometri di distanza come un risultato delle nuove dotazioni e dell’evoluzione delle piattaforme impiegate da Kiev.
Più nel dettaglio, tra i siti finiti nel mirino viene citato il parco tecnologico Elma di Zelenograd, che ospita aziende attive in microelettronica, robotica e ricerca applicata. A Solnechnogorsk è stata colpita e incendiata una stazione di carico carburante riconducibile alla rete di oleodotti dell’area di Mosca. A Dubna l’attenzione si è concentrata sull’ufficio di progettazione della Raduga Machine-Building, noto per lo sviluppo di missili da crociera. La selezione dei bersagli ricade dunque su nodi energetici, logistici e tecnologici connessi alle capacità industriali e militari russe.
Intanto le autorità cittadine hanno segnalato verifiche strutturali su condomini e infrastrutture di servizio nelle zone interessate, con squadre di emergenza impegnate nella messa in sicurezza e nella rimozione di detriti dove necessario.
Raid a lunga distanza e risposta delle difese russe
Nelle ore del raid, le segnalazioni di allerta aerea si sono estese a più distretti della regione di Mosca, con comunicazioni frequenti su intercettazioni e abbattimenti. Il dato dei 556 droni neutralizzati, diffuso dalle autorità, indica un impiego intensivo di sistemi di difesa antiaerea, compresi i complessi a medio raggio dislocati attorno a infrastrutture considerate sensibili.
In parallelo, la traiettoria degli attacchi ha incluso installazioni industriali, depositi e impianti connessi alla filiera dei carburanti. Questo elenco di obiettivi, osservato anche in precedenti ondate, corrisponde a funzioni che supportano logistica, produzione e trasporti. Da qui l’attenzione ripetuta su nodi energetici e tecnologici, già sottolineata dalle comunicazioni ufficiali ucraine nelle scorse settimane.
Sul terreno, i rilievi post-raid hanno interessato i centri residenziali danneggiati e le aree produttive coinvolte. Le autorità locali hanno fatto sapere che la priorità è stata assegnata al ripristino dei servizi essenziali nelle municipalità colpite e alla riapertura dei collegamenti stradali secondari.
Produzione di droni in Ucraina e reazioni russe in Europa
Il salto di ampiezza delle operazioni è legato anche a uno sviluppo industriale interno: l’Ucraina ha incrementato la produzione di droni con modelli a raggio esteso, adottati in numero crescente. Supporto tecnico e finanziario dall’Occidente hanno contribuito a scalare la filiera, con il coinvolgimento di fornitori e partner in più Paesi europei.
Mosca ha reagito indicando pubblicamente alcune aziende europee ritenute parte delle catene di fornitura di componenti impiegati da Kiev. Le accuse, diffuse tramite canali ufficiali e media statali, hanno puntato i riflettori su segmenti specifici della componentistica. Non sono stati resi noti, al momento, dettagli verificabili su eventuali restrizioni già applicate a queste società da parte dei rispettivi governi.
Nel frattempo, le autorità ucraine hanno ribadito che l’ampliamento della produzione domestica proseguirà, con l’integrazione di nuovi sensori e sistemi di guida. L’obiettivo comunicato è l’aumento della portata e dell’autonomia, oltre al miglioramento delle contromisure contro le intercettazioni elettroniche.
Effetti interni in Russia e controllo delle informazioni
I raid sulla regione della capitale hanno avuto riflessi anche sul piano interno. A Mosca e nei distretti limitrofi sono state introdotte ulteriori limitazioni alla diffusione non autorizzata di immagini e dettagli operativi relativi agli attacchi, con richiami ufficiali a rispettare le procedure approvate dagli organi statali competenti.
Le istituzioni russe hanno invitato media e cittadini a utilizzare esclusivamente i canali informativi riconosciuti, mentre gli aggiornamenti sui danni e sugli interventi sono stati centralizzati. La misura si affianca alle attività di ripristino, che includono valutazioni sulle strutture colpite e pianificazione degli interventi di messa in sicurezza.
Restano in corso le verifiche sugli scali aerei cittadini e sulle infrastrutture energetiche interessate. Il bilancio ufficiale al momento è di tre morti e di circa una dozzina di feriti.
