A Parigi, durante un incontro cruciale, Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue, ha confermato che la richiesta italiana di una deroga sulle spese energetiche è sotto attenta valutazione a Bruxelles. La situazione è complessa: da una parte, c’è l’urgenza di sostenere cittadini e imprese colpiti dalla crisi energetica; dall’altra, il rischio concreto di alimentare ancora di più i prezzi delle materie prime. Al G7 Finanze, la linea è stata netta. L’Europa prova a muoversi su un terreno delicato, cercando di bilanciare stabilità e flessibilità, ma senza scendere a compromessi facili.
Dombrovskis ha spiegato che l’orientamento resta quello di interventi selettivi e temporanei, pensati per dare respiro alle economie più colpite dall’impennata dei costi energetici a livello mondiale. “Stimolare la domanda con misure generiche”, ha sottolineato, “rischia di tenere alti i prezzi invece di alleggerire la pressione sui bilanci pubblici”. L’idea è quindi di evitare sostegni troppo generici che, a lungo andare, potrebbero avere effetti controproducenti.
Confrontandosi anche con il Fondo Monetario Internazionale, la Commissione conferma che questo tipo di interventi sono l’unica strada per non compromettere né la transizione energetica né la stabilità macroeconomica. La crisi, causata principalmente da problemi di offerta come guerre o interruzioni nelle forniture, va affrontata in modo diverso rispetto a una crisi provocata da cali di domanda. In pratica, significa evitare politiche che incentivino un maggior consumo di fonti fossili, mantenendo così saldo l’impegno europeo sul green deal.
L’Italia chiede di estendere la deroga alle spese energetiche
Durante il vertice del G7 Finanze a Parigi, Dombrovskis ha confermato che la Commissione sta valutando con attenzione la proposta italiana di ampliare la cosiddetta clausola di salvaguardia. Finora, questa deroga riguarda alcune spese come quelle per la difesa, che hanno un trattamento speciale nel monitoraggio del deficit. L’Italia ha chiesto che anche le spese per contenere il caro-energia vengano escluse dal calcolo del deficit.
Dietro questa richiesta c’è l’urgenza di sostenere famiglie e imprese senza essere vincolati troppo strettamente dal Patto di Stabilità e Crescita, che limita l’indebitamento dei Paesi Ue. La proposta tiene conto delle circostanze eccezionali e del peso economico strutturale della crisi, ma anche dei rischi di deflazione o recessione legati a interventi troppo timidi o mal calibrati.
Dombrovskis ha precisato che la Commissione sta esaminando la richiesta nel quadro delle regole attuali e delle flessibilità già previste per rispondere a shock economici. L’attenzione di Bruxelles resta alta, pronta a suggerire e adottare nuove misure se la situazione dovesse cambiare.
