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Trump: “L’Iran non ha mai avuto chance”. Cresce la tensione con Teheran

Le dichiarazioni di Trump sulla campagna militare contro Teheran arrivano mentre gli USA rafforzano la pressione sull’Iran e avviano controlli sui registri elettorali interni

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Trump sulla guerra in Iran

Trump sulla guerra in Iran | Shutterstock - alanews

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Washington, 5 maggio 2026 – Durante un evento alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito l’operazione militare contro l’Iran una semplice “scaramuccia”, sottolineando che Teheran “non ha chance, non le ha mai avute”. Queste affermazioni arrivano in un contesto di crescente tensione nel Medio Oriente, dove gli Stati Uniti continuano a mantenere una forte pressione sul regime iraniano.

L’operazione militare e le dichiarazioni di Trump

Nel corso dell’evento nello Studio Ovale, Trump ha rivendicato i risultati dell’operazione militare in corso, affermando che le forze americane hanno distrutto la leadership iraniana più rapidamente del previsto. Ha inoltre ricordato che, nonostante la perdita di quattro soldati statunitensi, la campagna militare sta andando avanti con successo, puntando a colpire duramente Teheran nei prossimi mesi. Il presidente ha precisato che gli Stati Uniti dispongono delle capacità necessarie per prolungare l’azione militare ben oltre le quattro settimane inizialmente previste e non ha escluso l’eventuale invio di truppe sul campo, se necessario.

Trump ha inoltre sottolineato quattro obiettivi principali dell’operazione: distruggere le capacità missilistiche iraniane, annientare la marina di Teheran, impedire al regime di acquisire armi nucleari e bloccare il sostegno iraniano ai gruppi terroristici regionali.

La situazione interna agli Stati Uniti e le iniziative politiche

Parallelamente all’impegno militare, l’amministrazione Trump e il Partito Repubblicano stanno portando avanti un’iniziativa per “ripulire” i registri elettorali statunitensi da possibili irregolarità legate alla presenza di non cittadini americani nelle liste elettorali, in vista delle elezioni di medio termine di novembre. Il Dipartimento di Giustizia sta esaminando i registri elettorali di quasi tutti gli Stati per individuare sospetti casi di voto illegale.

Nonostante le affermazioni di Trump e dei suoi collaboratori circa un’influenza significativa dei non cittadini nelle consultazioni passate, studi indipendenti hanno dimostrato che il voto illegale da parte di non cittadini è un fenomeno molto raro. Secondo un rapporto dell’Homeland Security, su 60 milioni di elettori esaminati, soltanto 21.000 sono stati identificati come potenziali non cittadini, pari a uno 0,035% del totale.

In un momento in cui il consenso nei confronti di Trump registra un calo significativo, con un indice di gradimento complessivo intorno al 35-40%, queste iniziative rappresentano una delle strategie politiche per consolidare il sostegno all’interno del proprio partito e tra l’elettorato conservatore in vista delle imminenti elezioni.

Potrebbe interessarti anche questo articolo: Iran, nuovi attacchi agli Emirati e tensioni su Hormuz: gli aggiornamenti

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