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Ue, il Parlamento europeo chiede una legge comune sullo stupro basata sul consenso

L’Eurocamera sollecita la Commissione Ue a introdurre una definizione uniforme di stupro fondata sul consenso, per rafforzare la tutela delle donne in tutta Europa

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Parlamento Europeo in seduta plenaria

Parlamento Europeo / shutterstock @Alexandros Michailidis

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Strasburgo, 28 aprile 2026 – Il Parlamento europeo ha approvato con una netta maggioranza una risoluzione che chiede una nuova legge europea sullo stupro, basata sull’assenza di consenso esplicito. Con 447 voti a favore, 160 contrari e 43 astensioni, l’Eurocamera ha lanciato un forte appello politico alla Commissione europea affinché presenti rapidamente una normativa che definisca con chiarezza lo stupro in tutta l’Unione sulla base del principio del consenso liberamente espresso.

Una definizione chiara e uniforme per combattere la violenza sessuale

La risoluzione, accolta con un applauso in aula, mira a integrare la direttiva UE del 2024 sulla lotta alla violenza contro le donne e quella domestica, introducendo una definizione uniforme di stupro basata sull’assenza di consenso, in linea con la Convenzione di Istanbul. Gli atti sessuali senza consenso libero devono essere sempre punibili, sottolineano gli eurodeputati, precisando che la mancanza di resistenza non può essere interpretata come consenso.

Verena Mertens, eurodeputata del Partito Popolare Europeo (PPE), ha espresso soddisfazione a nome del gruppo, affermando che “le donne in tutta Europa meritano pari protezione e l’UE deve ora rispondere con una legislazione che garantisca giustizia e certezza del diritto”. Anche la collega Arba Kokalari ha ribadito la necessità di superare le differenze tra i vari Stati membri, evidenziando che “la protezione contro lo stupro non dovrebbe dipendere dal Paese in cui vive una donna, perché la violenza sessuale non conosce confini”.

Il PPE, che è il gruppo politico più numeroso del Parlamento europeo e che rappresenta un partito di centro-destra con radici in ideali cristiano-democratici e conservatori, ha mostrato con questo voto un sostegno forte e compatto al principio del consenso come base giuridica per la definizione di stupro.

Le tensioni tra i gruppi politici e le richieste di formazione obbligatoria

Tuttavia, il percorso verso l’approvazione del testo non è stato privo di tensioni. Le due co-relatrici socialiste Evin Incir e Joanna Scheuring-Wielgus hanno espresso delusione per le negoziazioni, soprattutto per la posizione ambigua del PPE su alcuni termini come “aborto” e “femminista”. In particolare, hanno denunciato una trattativa più difficile con il Partito Popolare Europeo che con il gruppo di estrema destra ECR.

Le socialiste chiedono, oltre a una definizione chiara, anche misure concrete quali una formazione obbligatoria per gli operatori che lavorano con le vittime di stupro e tempi più rapidi per l’esame delle prove da parte delle forze dell’ordine. Durante l’audizione in commissione Affari Sociali, la commissaria europea Hadja Lahbib è stata considerata da alcune deputate troppo debole nel sostenere l’importanza del dossier.

Il Parlamento europeo, istituzione monocamerale con sede a Strasburgo, che rappresenta direttamente i cittadini dell’Unione con i suoi 720 deputati, conferma così il proprio ruolo fondamentale nel promuovere diritti e tutele a livello sovranazionale, esercitando la funzione legislativa insieme al Consiglio dell’UE.

La risoluzione approvata rappresenta un passo significativo verso una maggiore armonizzazione delle norme contro la violenza sessuale in Europa, un tema che da anni vede l’Unione impegnata nel rafforzamento della protezione delle donne e nella lotta contro ogni forma di discriminazione e abuso.

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