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Trump attacca la Nato: “Alleanza indebolita e partner inaffidabile”

Alla vigilia del vertice con il segretario generale Rutte, cresce la tensione tra Washington e gli alleati europei su difesa, Iran e ruolo degli Stati Uniti nella Nato

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Un primo piano del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump

Donald Trump | Shutterstock.com

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Washington, 4 aprile 2026 – Donald Trump torna a scagliarsi contro la Nato, definendo l’Alleanza Atlantica un partner “gravemente indebolito ed estremamente inaffidabile”. Il presidente degli Stati Uniti ha criticato un errore riportato dal New York Times nella definizione dell’acronimo Nato, che il quotidiano avrebbe descritto come “North American Treaty Organization” anziché “North Atlantic Treaty Organization”. Un episodio che Trump ha utilizzato per mettere in discussione la credibilità del giornale e, più in generale, la solidità del legame transatlantico, a pochi giorni dall’incontro alla Casa Bianca con il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

Le tensioni tra Trump e la Nato alla vigilia dell’incontro con Rutte

Il clima di tensione tra Washington e gli alleati europei si è ulteriormente aggravato nelle ultime settimane. Mark Rutte, segretario generale della Nato dal 1º ottobre 2024, è atteso mercoledì prossimo a Washington per un delicato faccia a faccia con Trump, in un momento in cui il presidente Usa ha più volte minacciato un possibile disimpegno americano dall’Alleanza Atlantica.

Secondo quanto riferito da Rutte, il viaggio negli Stati Uniti ha “il sapore dell’emergenza” e arriva dopo giorni di duri attacchi del presidente americano agli alleati europei, accusati di non supportare sufficientemente la linea di Washington sul dossier Iran. Rutte incontrerà anche il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario della Guerra Peter Hegseth, figure chiave del trumpismo, che hanno espresso posizioni convergenti nella critica alla Nato.

In passato, Rutte aveva già svolto il ruolo di mediatore per calmare le acque tra Trump e i suoi alleati, come durante il summit Nato dell’anno precedente a L’Aja o in occasione delle tensioni riguardanti la Groenlandia. Tuttavia, questa volta la posta in gioco è molto più alta: la permanenza degli Stati Uniti nell’Alleanza Atlantica è in discussione, a causa del risentimento di Trump per il mancato sostegno europeo su questioni di politica estera come l’Iran.

La posizione della Nato secondo Mark Rutte e l’Europa

In controtendenza rispetto alle accuse di Trump, il segretario generale Mark Rutte ha recentemente sottolineato che nel 2025 la Nato ha visto un incremento del 20% nella spesa per la difesa da parte dei suoi 32 membri, raggiungendo una media del 2,77% del Pil nazionale, con un investimento complessivo di circa 1.400 miliardi di dollari. Per la prima volta dal 2014, tutti i paesi membri hanno raggiunto o superato l’obiettivo minimo del 2% del Pil da destinare alla difesa.

Secondo Rutte, l’anno appena trascorso è stato un “anno di svolta” per l’Alleanza, che si sta avviando verso un obiettivo ancora più ambizioso, ossia destinare fino al 5% del Pil alla difesa. L’ex premier olandese ha inoltre elogiato l’amministrazione Trump per aver spinto gli alleati europei a prendersi maggiori responsabilità nel campo della sicurezza, sottolineando che per troppo tempo Europa e Canada si sono affidati eccessivamente alla forza militare statunitense.

Tuttavia, il ruolo conciliatore di Rutte non è privo di critiche in Europa, dove la sua posizione troppo accomodante verso Trump e le sue politiche spesso irritano le capitali europee. In particolare, la gestione del dossier iraniano da parte della Nato e degli Stati Uniti ha suscitato malumori, soprattutto per la decisione di Washington di agire senza consultare gli alleati, giustificata da Rutte con ragioni di “riservatezza” e la necessità di mantenere l’effetto sorpresa.

In questo scenario complesso, la visita di Mark Rutte alla Casa Bianca rappresenta un appuntamento cruciale per il futuro della Nato e per la tenuta del rapporto transatlantico, messo a dura prova dalle dichiarazioni e dalle scelte dell’amministrazione Trump.

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