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Regno Unito valuta invio di nave dragamine nello Stretto di Hormuz

Londra valuta una missione congiunta con Francia e Usa per garantire la sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo Persico, impiegando tecnologie avanzate contro le mine

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Regno Unito valuta invio di nave e droni contro le mine nello Stretto di Hormuz

Regno Unito valuta invio di nave e droni contro le mine nello Stretto di Hormuz

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Londra, 24 marzo 2026 – Il Regno Unito sta valutando l’invio di una nave dragamine nello Stretto di Hormuz per contribuire alla bonifica delle mine navali, una minaccia crescente in una delle rotte marittime più strategiche al mondo. La decisione è al centro di una discussione interna e potrebbe tradursi in un’operazione multilaterale con la partecipazione di altri Paesi, tra cui Francia e Stati Uniti.

Dragamine britannica per la sicurezza nello Stretto

Secondo quanto riferito da fonti della Difesa britannica al Times, l’eventuale missione prevede l’impiego di una unità dragamine della Royal Navy o, in alternativa, di un’imbarcazione commerciale appositamente noleggiata per il trasporto di droni. Questi dispositivi sono progettati specificamente per la ricerca e la distruzione autonoma delle mine, garantendo così un’azione efficace senza esporre direttamente il personale militare a rischi elevati.

Nei giorni scorsi, con la cosiddetta “dichiarazione di Londra”, cui l’Italia ha aderito insieme ad altri cinque Paesi, sono stati definiti i principi di un intervento coordinato volto a garantire la sicurezza dell’energia e del traffico navale nel Golfo Persico. Tuttavia, è stato chiarito che tale impegno si attiverà solo “quando le armi avranno taciuto”, ossia al termine delle ostilità che vedono coinvolti Stati Uniti, Israele e Iran, protagonisti del conflitto in Medio Oriente.

Capacità tecnologiche e strategia britannica

Un funzionario britannico ha sottolineato al Times che il Regno Unito dispone di “capacità all’avanguardia nella caccia autonoma alle mine”, integrate dalle elevate prestazioni dei cacciatorpediniere Type 45 e dallo sviluppo di una “marina ibrida”. Questo approccio innovativo offre l’opportunità di intervenire in zone ad alto rischio come lo Stretto di Hormuz senza mettere in pericolo il personale.

L’ipotesi di un incremento del contributo navale britannico in questa missione internazionale resta aperta, con l’obiettivo di operare in stretto coordinamento con le flotte alleate. Al momento non è stato chiarito se l’operazione sarà avviata immediatamente o solo dopo la cessazione delle ostilità in Medio Oriente.

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