La decisione del Regno Unito di imporre sanzioni sui prodotti israeliani provenienti dagli insediamenti in Cisgiordania ha provocato una dura reazione da parte del governo israeliano. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha chiesto al primo ministro di adottare una misura immediata contro Londra: la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est.
La richiesta di Ben Gvir al primo ministro
“Mi sono rivolto al primo ministro perché chiuda oggi stesso il Consolato britannico a Gerusalemme Est”, ha scritto Ben Gvir, sostenendo che la sede diplomatica britannica “opera apertamente per conto dell’Autorità Palestinese”. Secondo il ministro, la chiusura del consolato dovrebbe rappresentare la risposta di Israele alla decisione adottata da Londra. Ben Gvir ha definito l’iniziativa britannica un atto di “audacia” al quale, a suo giudizio, Israele dovrebbe reagire con fermezza.
Le sanzioni britanniche sui prodotti degli insediamenti
La presa di posizione del ministro della Sicurezza Nazionale è arrivata proprio in risposta alla scelta del Regno Unito di sanzionare i prodotti israeliani provenienti dagli insediamenti in Cisgiordania. La decisione di Londra ha quindi aperto un nuovo fronte di tensione nei rapporti tra i due Paesi. Ben Gvir ha collegato direttamente la misura britannica alla richiesta di intervenire nei confronti del consolato di Gerusalemme Est.
Sa’ar convoca una conferenza stampa
Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, che ha convocato una conferenza stampa nel pomeriggio. L’appuntamento è destinato a fare ulteriore chiarezza sulla posizione del governo israeliano rispetto alla decisione britannica e sulle possibili conseguenze diplomatiche.
Secondo quanto riportato da Ynet, una fonte diplomatica israeliana coinvolta nella vicenda ha attribuito la decisione britannica soprattutto a considerazioni di politica interna. La fonte sostiene infatti che Londra abbia agito per ragioni legate alla situazione politica del primo ministro e del ministro degli Esteri britannici, accusati di cercare il consenso della propria base laburista. Si tratta, tuttavia, della valutazione espressa dalla fonte diplomatica israeliana citata dal quotidiano.
“Potrebbe provocare una risposta israeliana molto dura”
La stessa fonte ha avvertito che l’iniziativa del governo britannico potrebbe avere conseguenze significative nei rapporti con Israele. Secondo la ricostruzione riportata da Ynet, la decisione rischierebbe infatti di essere interpretata come un’ingerenza nella politica israeliana e, in particolare, nelle prossime elezioni. Proprio per questo, la fonte diplomatica israeliana ha ipotizzato che Londra possa provocare una “risposta israeliana molto dura”.
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