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Riscaldamenti 2026: quando si spengono i termosifoni in Italia

Dal Sud al Nord, le date variano in base alle zone climatiche: ecco il calendario completo

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Quanto puoi risparmiare abbassando il riscaldamento di un solo grado in casa

One hand adjust thermostat valve

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Con l’arrivo della primavera torna il momento dello spegnimento dei riscaldamenti domestici centralizzati. Come ogni anno, le date in cui i termosifoni vengono spenti non sono uguali in tutto il Paese, ma seguono la suddivisione in zone climatiche stabilita dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 74 del 2013. Le regole tengono conto dei “gradi giorno”, un indicatore che misura la differenza tra la temperatura interna degli edifici e quella esterna media giornaliera, determinando così la durata consentita del riscaldamento.

In generale, le regioni meridionali e le isole più calde spegneranno i termosifoni già a metà marzo, mentre le zone alpine e montane manterranno il riscaldamento acceso più a lungo, fino a non avere limiti in alcune località.

Zone climatiche e date di spegnimento dei riscaldamenti

Il territorio italiano è suddiviso in sei zone climatiche, dalla A (più calda) alla F (più fredda). Ogni zona ha un calendario specifico:

  • Zona A (gradi giorno < 600) – spegnimento il 15 marzo; include Lampedusa, Porto Empedocle e parti della Sicilia meridionale.
  • Zona B (600–900) – spegnimento il 31 marzo; comprende Palermo, Reggio Calabria, Crotone e Agrigento.
  • Zona C (901–1400) – spegnimento il 31 marzo; città come Napoli, Bari, Cagliari, Lecce e Salerno.
  • Zona D (1401–2100) – spegnimento il 15 aprile; Firenze, Genova, Ancona, Viterbo e Pescara, con Roma che anticipa al 7 aprile.
  • Zona E (2101–3000) – spegnimento il 15 aprile; include Milano, Torino, Bologna, Verona, Padova, Bergamo, Bolzano, Parma, Venezia, Perugia e L’Aquila.
  • Zona F (> 3000) – nessun limite; riguarda le località alpine e montane come Trento, Cuneo e Belluno.

Le date sono pensate per bilanciare il comfort abitativo con il contenimento dei consumi energetici, evitando sprechi e garantendo riscaldamenti efficienti solo quando necessari.

Perché il calendario cambia da città a città

Il criterio dei gradi giorno tiene conto della temperatura media di ogni area, così le località più calde del Sud possono spegnere presto i termosifoni, mentre al Nord e in montagna il freddo persistente giustifica un periodo di accensione più lungo. Le eccezioni, come Roma con spegnimento anticipato al 7 aprile, dipendono dalle specificità climatiche locali.

In sintesi, il calendario 2026 prevede un progressivo spegnimento dai mari del Sud fino alle pianure del Nord, con i comuni alpini che mantengono il riscaldamento acceso senza vincoli.

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