Sanremo, 27 febbraio 2026 – Nel corso della attuale edizione del Festival di Sanremo, la cantautrice Elisa Toffoli ha espresso un interesse e un sincero onore per l’ipotesi di assumere la direzione artistica della celebre kermesse musicale, in un momento in cui le donne restano ancora sottorappresentate in questo ruolo.
Elisa candidata alla direzione artistica di Sanremo: un segnale verso la parità di genere
Intercettata durante la Milano Fashion Week, Elisa, artista di spicco della musica italiana e internazionale, ha commentato con un sorriso la proposta avanzata da colleghe in gara come Arisa e Le Bambole di Pezza di vederla alla guida artistica del Festival. “Sono super onorata, super lusingata che abbiano fatto il mio nome come prima direttrice artistica, non me l’aspettavo”, ha dichiarato.
Con una carriera che ha attraversato oltre venticinque anni, Elisa ha partecipato a Sanremo due volte da concorrente, vincendo nel 2001 con il brano Luce (tramonti a nord est) e ottenendo il secondo posto nel 2022 con O forse sei tu. Ospite e protagonista in varie occasioni sul palco dell’Ariston, la cantautrice triestina sottolinea come la nomina a direttrice artistica rappresenterebbe un importante passo avanti “verso una parità di genere, anche nel contesto di Sanremo”.

Nonostante lo storico prestigio del festival, infatti, mai una donna ha ricoperto il ruolo di direttore artistico in 76 edizioni. Soltanto sei donne hanno condotto la manifestazione come protagoniste principali, tra cui Raffaella Carrà, Simona Ventura e Antonella Clerici, ma la direzione artistica è stata appannaggio esclusivo di uomini, fatta eccezione per la co-direzione di Carla Vistarini nel 1997.
La visione artistica di Elisa e le sfide della direzione
Elisa ha riflettuto sulle difficoltà del compito, sottolineando che dirigere Sanremo non è solo una questione di gusto musicale personale, ma implica la responsabilità di scegliere canzoni per altri artisti e di gestire una grande pressione mediatica: “Sarebbe una difficoltà mostruosa sotto tantissimi punti di vista… devi cambiare numero di telefono, sei molto più attaccabile di altri”.
L’artista, che oltre a cantare è regista di videoclip, attrice teatrale, fotografa, scrittrice e doppiatrice, ha immaginato un festival “green”, con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale, proponendo simbolicamente luci rigenerate e candele per l’allestimento scenico.
Per fare un buon lavoro, spiega, “devi essere un po’ talent scout, devi scegliere in maniera varia, creare uno show come se fossi un dj, costruire una scaletta che crei una wave”. La musica, sottolinea, resta l’elemento centrale: “Se si riescono a portare belle canzoni, si è fatto tanto”.
Attualmente impegnata in altri progetti, Elisa ha ammesso di aver seguito solo parzialmente questa edizione del Festival, ma con l’arrivo del weekend si prepara a una serata di commenti con amici appassionati, a casa sua.
Sostegno istituzionale e il dibattito sulla rappresentanza femminile
Nei giorni scorsi, anche il conduttore e direttore artistico Carlo Conti ha espresso il desiderio di una maggiore presenza femminile in ruoli di rilievo nel festival, lasciando intendere un’apertura verso la nomina di una donna alla direzione artistica.
Parallelamente, il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi ha espresso un endorsement diretto nei confronti di Elisa, definendola “un’artista con una struttura e una capacità di astrarsi dal proprio gusto personale”, qualità indispensabili per interpretare al meglio le esigenze di un pubblico eterogeneo e multigenerazionale come quello di Sanremo.
Elisa rappresenta così non solo una figura artistica di grande successo e versatilità, ma anche un simbolo di evoluzione culturale e di inclusione, in un contesto storico che fatica ancora a vedere le donne protagoniste in ruoli decisionali nel panorama musicale italiano.
