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L’Alberta valuta la secessione dal Canada, cresce l’influenza trumpiana tra i conservatori

La crescente richiesta di autonomia dell’Alberta, sostenuta indirettamente dalla politica energetica di Trump, agita il dibattito politico e ridefinisce gli equilibri in Canada

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L'Alberta e la volontà di secessione dal Canada

L'Alberta e la volontà di secessione dal Canada | Shutterstock

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Toronto, 16 febbraio 2026 – Continua a suscitare dibattito la questione dell’indipendenza dell’Alberta, una delle province più ricche e strategiche del Canada, soprattutto per via delle sue vaste riserve petrolifere. L’idea di un distacco dal resto del Paese e di un’autonomia più marcata, resa popolare negli ultimi anni, trova un insolito alleato nel presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tornato alla Casa Bianca nel 2025 per il suo secondo mandato non consecutivo. La sua politica energetica e il suo approccio alle relazioni internazionali hanno infatti alimentato, anche indirettamente, le spinte indipendentiste in questa regione.

Alberta, una potenza energetica nel cuore del Canada

L’Alberta è una provincia del Canada occidentale, con un’estensione di circa 661.848 km² e una popolazione di oltre 3,6 milioni di abitanti. Il capoluogo è Edmonton, mentre Calgary è la città più popolosa. La provincia si distingue per la sua economia basata principalmente sugli idrocarburi, in particolare il petrolio grezzo, le industrie petrolchimiche, l’agricoltura e l’allevamento. Le sue riserve petrolifere sono tra le più grandi al mondo, superate solo da Arabia Saudita e Venezuela. Questa ricchezza energetica rende l’Alberta un attore fondamentale nella geopolitica canadese e nordamericana.

Il clima dell’Alberta è variegato, con inverni rigidi mitigati dal fenomeno dei venti Chinook che possono far salire rapidamente le temperature. La provincia, che si estende dalle Montagne Rocciose fino alle praterie interne, è caratterizzata da una forte identità culturale e una crescente insoddisfazione verso le politiche federali, percepite come poco attente alle sue esigenze economiche e energetiche.

Donald Trump e l’influenza sulla spinta indipendentista

Nel quadro del secondo mandato presidenziale di Donald Trump, la politica energetica statunitense ha visto un deciso rilancio dell’industria petrolifera e del carbone, con un netto allontanamento dalle politiche ambientali delle precedenti amministrazioni. Trump ha promosso la piena indipendenza energetica degli USA e ha smantellato molte restrizioni ambientali, favorendo l’espansione delle estrazioni di idrocarburi.

Questo orientamento politico ha trovato eco nell’Alberta, dove il governo provinciale guidato dal Primo Ministro Danielle Smith (in carica dal 2022) ha intensificato le richieste di maggiore autonomia, anche attraverso un referendum sull’eventuale secessione dal Canada. I leader indipendentisti hanno definito la posizione di Trump come un’opportunità per sostenere le proprie rivendicazioni, soprattutto considerando i frequenti incontri tra funzionari della Casa Bianca e rappresentanti albertani sul tema energetico e commerciale.

Nonostante il premier canadese Mark Carney e altre figure istituzionali si oppongano fermamente alla secessione, la questione rimane aperta e riflette una frattura sociale e politica nel Paese. L’atteggiamento di Trump, che finora non ha commentato direttamente la vicenda, potrebbe influenzare ulteriormente gli sviluppi futuri, vista la sua strategia di mettere in crisi governi esteri attraverso tematiche sensibili come quelle energetiche e territoriali.

Aspetti politici e prospettive future

L’Alberta rappresenta un caso unico nel panorama canadese: una provincia ricca di risorse naturali, con un forte senso di identità e autonomia. Il referendum sull’indipendenza, previsto entro il 2026, potrebbe segnare una svolta storica, sebbene le probabilità di una separazione effettiva siano considerate al momento basse.

Il contesto internazionale, segnato dalla politica energetica di Trump e dalla concorrenza globale sulle fonti fossili, rende però la situazione fluida. Gli USA, con l’Amministrazione Trump, hanno più volte dimostrato apertura nei confronti di Alberta, non come ventunesimo Stato americano, ma come partner commerciale strategico, soprattutto nel settore energetico.

L’evoluzione della questione dipenderà dalla capacità del governo canadese di rispondere alle esigenze dell’Alberta e dalla volontà di mantenere l’unità nazionale, oltre che dall’intervento diretto o indiretto degli Stati Uniti, in un quadro geopolitico sempre più complesso.

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