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Euro digitale, prima prova politica al Parlamento Ue: divisi su privacy, necessità e modalità d’uso

Dibattito acceso tra i gruppi politici su privacy, accesso universale e ruolo delle banche: il voto di Strasburgo orienterà le prossime mosse della BCE sull’euro digitale

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Euro digitale

Euro digitale | Pixabay @da-kuk - alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Bruxelles, 9 febbraio 2026 – Il Parlamento europeo affronta oggi una prima cruciale prova politica sull’euro digitale, nel contesto della discussione sul rapporto annuale 2025 della Banca centrale europea (BCE), con un intervento della presidente Christine Lagarde. Questa sessione segna un momento decisivo per il futuro della valuta digitale, un tema che sta polarizzando fortemente l’Aula.

Il dibattito parlamentare sull’euro digitale

Al centro della discussione vi è la risoluzione che istituisce l’euro digitale, proposta dalla BCE e al centro di un negoziato legislativo complesso. Il relatore del Parlamento europeo, Fernando Navarrete Rojas, esponente del Partito Popolare Europeo (PPE) spagnolo, ha ricevuto oltre 1.500 emendamenti, di cui circa 1.250 riguardano il merito del testo, un numero eccezionalmente elevato per una normativa finanziaria e indicativo delle profonde divisioni politiche sul tema.

Navarrete Rojas non blocca l’iniziativa ma propone di modificarne la logica: l’euro digitale sarà sostenuto solo se ne sarà dimostrata la reale necessità economica e il valore aggiunto rispetto alle attuali soluzioni di mercato. La bozza iniziale del testo sottolinea che questa nuova forma di moneta digitale non dovrà sostituire il contante né spiazzare i sistemi di pagamento privati, dovendo includere una modalità offline che garantisca la riservatezza tipica del contante.

Dal canto loro, i gruppi di Socialisti, Verdi e gran parte dei Liberali vedono nell’euro digitale una futura infrastruttura pubblica europea dei pagamenti, uno strumento per rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa rispetto ai grandi circuiti internazionali e alle piattaforme tecnologiche globali. Questi gruppi chiedono anche l’introduzione di obblighi per gli intermediari affinché offrano servizi base con standard tecnici interoperabili.

La Sinistra insiste sull’accesso universale all’euro digitale, anche per chi non possiede un conto bancario, mentre diversi esponenti di Popolari e Liberali preferiscono mantenere la distribuzione attraverso banche e operatori di pagamento, per evitare un contatto diretto tra cittadini e BCE. Infine, gruppi sovranisti e alcuni conservatori propongono di fermare o rinviare il progetto, citando rischi per la stabilità finanziaria e la privacy.

Il voto che si terrà domani definirà il mandato negoziale del Parlamento europeo nei triloghi con Consiglio e Commissione e rappresenterà il primo segnale politico alla BCE prima di decisioni operative sull’emissione dell’euro digitale.

Le posizioni di Lagarde e i progressi tecnici della BCE

Christine Lagarde, presidente della BCE dal 2019 e figura chiave nella promozione del progetto, interverrà oggi in plenaria per illustrare il rapporto annuale 2025 della Banca centrale. La BCE ha recentemente compiuto significativi passi avanti nel progetto dell’euro digitale, con il Consiglio direttivo che nell’ottobre 2025 ha deciso di passare alla fase successiva dello sviluppo.

L’euro digitale, concepito come un equivalente elettronico del contante emesso dalla banca centrale, sarà accessibile a tutti i cittadini dell’area euro e disponibile per pagamenti online e offline, anche in assenza di connessione internet, garantendo un elevato standard di privacy che impedisce alla BCE di risalire a identità o acquisti degli utenti.

Secondo le analisi tecniche della BCE, l’introduzione dell’euro digitale non avrebbe effetti negativi sulla stabilità finanziaria, nemmeno in scenari estremi di crisi, e si affiancherà alle soluzioni di pagamento private senza sostituirle, contribuendo a ridurre la frammentazione dei pagamenti al dettaglio e a sostenere il mercato unico europeo.

Il progetto è accompagnato da un impegno concreto sul fronte della trasparenza e della sicurezza, con la BCE che avverte della presenza di truffe legate all’euro digitale e invita i cittadini a segnalare tentativi fraudolenti alle autorità competenti.

La posizione del Parlamento europeo, espressa anche attraverso emendamenti trasversali firmati da Socialisti, Verdi, Sinistra, Renew e parte del PPE, e il mandato negoziale che sarà definito nel voto, rappresentano dunque un passaggio fondamentale che influenzerà l’ulteriore evoluzione di questa innovazione monetaria destinata a cambiare il panorama dei pagamenti in Europa.

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