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Milioni di like e pochi soldi: i segreti dietro la dura realtà della vita da influencer

Dietro follower e like si nasconde una realtà fatta di baratti, compensi in calo e tanto lavoro invisibile: i numeri raccontano il vero volto della creator economy

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Albo degli influencer

Albo degli influencer | Foto robot

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

L’immaginario collettivo è ancora popolato da influencer che viaggiano gratis, ricevono regali quotidiani e incassano cifre da capogiro con un post. La realtà, però, è molto meno scintillante. Oggi la vita da creator è spesso una corsa contro l’algoritmo, tra milioni di visualizzazioni che non si trasformano automaticamente in denaro e un mercato sempre più affollato. I dati più recenti e le testimonianze dirette raccontano una verità scomoda: per la maggioranza degli influencer, guadagnare bene è tutt’altro che scontato. E anche quando i follower sono tanti, il conto in banca non sempre sorride.

Il logo di Instagram
Il logo di Instagram | Shutterstock

Dai baratti ai primi compensi: quando i follower non pagano

Come riporta Repubblica, Serena Basso, conosciuta su Instagram come Babynickslife, lo ha capito presto. Con 130mila follower all’attivo, il suo percorso è iniziato quasi per gioco dopo il trasferimento ad Abu Dhabi. In pochi mesi aveva già raggiunto quota 100mila follower, ma le proposte che arrivavano erano tutte simili: prodotti in cambio di visibilità. Niente cachet, nessun contratto, solo baratti. È una dinamica comune, soprattutto nelle fasi iniziali, quando i brand testano la disponibilità dei creator a lavorare gratis pur di crescere.

La svolta è arrivata quando un’azienda emiratina di pannolini l’ha contattata come content creator, pagandola per produrre foto e video destinati ai loro canali. Da quel momento Serena ha iniziato a rifiutare i baratti e a trattare direttamente con le aziende, dedicando ogni giorno tempo alla ricerca di collaborazioni. Oggi, solo dal profilo Instagram, guadagna mediamente tra i 2.000 e i 2.500 euro al mese netti. Una cifra dignitosa, ma lontana dall’idea di ricchezza spesso associata al mondo degli influencer.

Visualizzazioni milionarie, entrate minime: il paradosso dei social per gli influencer

Il caso di Eddy Balestri, in arte Eddy Beef, è emblematico. In quattro anni su TikTok ha totalizzato circa 500 milioni di visualizzazioni, ma dalla monetizzazione diretta della piattaforma ha incassato appena 4.659 euro. Un risultato che lui stesso ha definito “una miseria”. Ancora più netto l’esempio di Nicholas Mancini: un suo video sui Gratta e Vinci ha superato i 5,5 milioni di visualizzazioni, ma Instagram non gli ha riconosciuto alcun compenso. Zero euro.

Il vero guadagno, in questi casi, arriva dalle affiliazioni. Mancini ha incassato circa 1.800 euro grazie ai download di un’app tramite link affiliato, più altri 300 euro utilizzandola personalmente. Il messaggio è chiaro: le piattaforme, salvo rare eccezioni, non pagano per le visualizzazioni. Il creator deve trasformare l’attenzione in altro valore, che siano link, collaborazioni o prodotti propri.

Quanto guadagnano davvero gli influencer in Italia

Secondo lo studio Creator Economy 2025 di Kolsquare, il 74% dei creator italiani guadagna meno di 5.000 euro al mese e oltre un terzo non arriva a 1.000 euro. Solo il 13% supera la soglia dei 5.000 euro mensili. Il mercato dell’influencer marketing continua a crescere, con un giro d’affari che nel 2024 ha toccato i 370 milioni di euro, ma i compensi individuali sono in calo su quasi tutte le piattaforme.

Il listino DeRev racconta di un settore in assestamento dopo il cosiddetto “Pandoro-gate”, che ha reso il pubblico più diffidente verso le grandi celebrity. I compensi delle star con oltre un milione di follower sono scesi in modo significativo, mentre crescono le opportunità per micro e mid-tier influencer, percepiti come più autentici. Soffrono invece i profili più piccoli, schiacciati da una concorrenza sempre più ampia.

Piattaforme, miti e realtà della monetizzazione

Instagram resta il social più ambito, ma non offre monetizzazione diretta. TikTok paga pochissimo attraverso il Creator Fund, mentre i guadagni reali arrivano da dirette, sponsor e affiliazioni. YouTube è l’unica piattaforma che remunera davvero le visualizzazioni, con introiti che variano in base alla nicchia e al pubblico, ma trattiene il 45% dei ricavi pubblicitari. OnlyFans, spesso citato come scorciatoia verso guadagni facili, nasconde una forte disparità: il guadagno medio è di circa 100 dollari al mese, mentre la maggior parte dei ricavi finisce nelle mani di una ristrettissima élite.

La verità è che oggi fare l’influencer significa essere imprenditori di se stessi. Tante ore di lavoro, negoziazioni continue e risultati incerti. Le visualizzazioni possono arrivare facilmente, il denaro molto meno.

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