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Ue-Venezuela: chi commercia di più con Caracas?

La cattura di Maduro riapre il dibattito sul peso del Venezuela nel mercato energetico globale e sulle sue relazioni commerciali con Europa, Turchia e Regno Unito

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Il ruolo economico del Venezuela tra crisi politica e nuovi rapporti commerciali con l’Europa

Il ruolo economico del Venezuela tra crisi politica e nuovi rapporti commerciali con l’Europa

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Caracas, 13 gennaio 2026 – Il futuro economico del Venezuela torna al centro dell’attenzione internazionale dopo l’inaspettata cattura del presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, avvenuta poco più di una settimana fa durante un’operazione militare mirata. Questo evento ha riacceso i riflettori sulle potenzialità e le sfide legate all’economia venezuelana, in particolare sul ruolo strategico del Paese nel panorama energetico globale e sulle sue relazioni commerciali con l’Europa.

Il ruolo strategico di Caracas nel mercato energetico globale

Con riserve petrolifere accertate di circa 303 miliardi di barili nel 2023, pari a quasi il 17% delle riserve mondiali secondo l’Energy Information Administration (EIA) statunitense, il Venezuela resta uno dei principali attori nel settore energetico globale. Nonostante le difficoltà politiche ed economiche interne, il Paese continua a detenere il primato mondiale per le riserve di greggio, un dato che implica un potenziale notevole per il mercato internazionale, soprattutto in un momento di transizione energetica e instabilità geopolitica.

Tuttavia, l’incertezza politica generata dalla recente cattura di Maduro ha alimentato dubbi sulla stabilità e sulla capacità del Venezuela di mantenere un ruolo attivo e affidabile nel commercio globale di petrolio.

Le relazioni commerciali tra l’UE e il Venezuela

Sebbene il Venezuela non rappresenti un partner commerciale di primo piano per l’Unione Europea in termini quantitativi, il Paese mantiene un certo rilievo strategico, soprattutto per alcuni Stati membri. Nel 2024, il volume totale degli scambi commerciali tra UE e Venezuela ha raggiunto circa 2,95 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2020, quando si attestava intorno a 1,42 miliardi di euro. Le importazioni europee di beni venezuelani sono cresciute significativamente, arrivando a 2,16 miliardi di euro, mentre le esportazioni europee verso il Venezuela sono rimaste pressoché stabili a circa 784 milioni di euro, determinando un surplus commerciale a favore di Caracas.

Secondo i dati di Eurostat, la quota del Venezuela sulle importazioni extra-UE è molto esigua, solo lo 0,1% nel 2024, e le esportazioni europee verso il Paese risultano quasi marginali. Nonostante questo, il Venezuela si colloca come il terzo partner commerciale dell’UE in America Latina, dopo Stati Uniti e Cina.

Le esportazioni europee in Venezuela sono dominate da macchinari e apparecchi (20,9%), prodotti minerali (20,6%) e prodotti chimici (15%). Sul fronte delle importazioni, il petrolio è il protagonista incontrastato, rappresentando circa il 70% del totale, seguito da prodotti della pesca, con un ruolo rilevante dei gamberi (9,3%), e metalli di base (8%).

Ue-Venezuela: chi fa più affari?

La Spagna emerge come il principale ponte commerciale tra UE e Venezuela, detenendo il 55% del volume totale degli scambi nel 2024. In particolare, la Spagna vale il 29% delle esportazioni europee verso il Venezuela e il 64% delle importazioni dall’America Latina, con valori rispettivamente di circa 230 milioni e 1,38 miliardi di euro.

Segue l’Italia, che copre il 16% degli scambi UE-Venezuela, mentre i Paesi Bassi contribuiscono con il 10%. Francia e Germania, pur essendo due delle principali economie europee, hanno un ruolo relativamente marginale, con quote rispettivamente del 5% e del 4%. Belgio e Polonia, con il 4% e il 2%, superano la soglia dell’1%, mentre tutti gli altri Stati membri mantengono una quota inferiore all’1%.

Secondo la Commissione europea, al momento non esistono accordi commerciali preferenziali tra UE e Venezuela: le relazioni sono regolate dalle regole e tariffe stabilite dall’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). La situazione economica interna del Venezuela, segnata da controlli valutari, espropriazioni e altre politiche statali restrittive, continua a complicare il clima per gli investimenti e il commercio.

Al di fuori dell’Europa, la Turchia, candidato all’UE, ha intensificato i rapporti economici con il Venezuela: il commercio bilaterale ha raggiunto i 571 milioni di euro nel 2024, con ambizioni di crescita fino a 2,6 miliardi di euro, obiettivo però compromesso dall’arresto di Maduro.

Anche il Regno Unito mantiene rapporti commerciali con il Venezuela, con scambi di beni e servizi per circa 244 milioni di euro nei quattro trimestri conclusivi del secondo trimestre del 2025, secondo il Dipartimento per il Commercio e le Imprese britannico.

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