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Onu: “Il mondo è apatico di fronte alla sofferenza di milioni di persone”

L’appello arriva con la presentazione del Global Humanitarian Overview 2026, che punta a raccogliere 33 miliardi di dollari per assistere 135 milioni di persone in 50 paesi

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Riforma consiglio di sicurezza ONU

Onu / Pixabay @Gabriele_Maltinti - alanews

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

L’Onu lancia un allarme urgente sullo stato della crisi umanitaria globale, denunciando “un’epoca di brutalità, impunità e indifferenza”. L’appello arriva con la presentazione del Global Humanitarian Overview 2026, che punta a raccogliere 33 miliardi di dollari per assistere 135 milioni di persone in 50 paesi.

La contrazione degli aiuti e le conseguenze

Tom Fletcher, sottosegretario generale per gli affari umanitari, ha spiegato come la diminuzione dei finanziamenti stia costringendo le organizzazioni a fare scelte difficili. “Gli aiuti umanitari hanno raggiunto 25 milioni di persone in meno rispetto al 2024”, ha affermato. “Di conseguenza, la fame è aumentata, i sistemi sanitari sono stati sottoposti a una pressione enorme, l’istruzione è crollata e lo sminamento si è fermato, con un impatto grave sulle popolazioni colpite. Inoltre, i civili sono stati esposti al totale disprezzo per le leggi di guerra e oltre 320 operatori umanitari sono stati uccisi”.

La crisi è aggravata dalla riduzione dei finanziamenti internazionali. Nel 2025, gli Stati Uniti hanno stanziato solo 2,5 miliardi di dollari per il piano umanitario dell’Onu, contro gli 11 miliardi del 2024. Fletcher ha dichiarato: “Siamo sovraccarichi, sotto finanziati e sotto attacco. Il mondo investe più energia e denaro nel trovare nuovi modi per ucciderci a vicenda, mentre smantella quanto costruito per proteggerci dai nostri peggiori istinti”.

Le priorità Onu per il 2026

Il piano 2026 punta a sostenere 87 milioni di persone, ma complessivamente 239 milioni avranno bisogno di assistenza vitale. I tre scenari più critici individuati dall’Onu sono i Territori Palestinesi occupati, dove servono 4,1 miliardi di dollari per 3 milioni di persone, il Sudan, con 2,9 miliardi necessari per 20 milioni di persone, e il Myanmar, colpito da una guerra civile spesso trascurata dai media internazionali.

Fletcher ha sottolineato che il Global Humanitarian Overview “si basa su riforme, prove ed efficienza. Le organizzazioni umanitarie concentrano le risorse dove le crisi sono più gravi, riducono duplicazioni e si assicurano che ogni dollaro vada a beneficio delle persone che assistono”. Nonostante gli sforzi, però, la realtà rimane drammatica: milioni di persone restano vulnerabili e il mondo rischia di rimanere indifferente di fronte a sofferenze che non accennano a diminuire.

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