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Arezzo, uccise il vicino che gli demoliva casa: assolto

La corte d’assise di Arezzo ha riconosciuto la legittima difesa per Sandro Mugnai, dopo il drammatico episodio che aveva scosso la comunità locale nel 2023

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Arezzo, uccise il vicino che gli demoliva casa: assolto

Arezzo, uccise il vicino che gli demoliva casa: assolto

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Arezzo, 5 dicembre 2025 – La corte d’assise di Arezzo ha assolto Sandro Mugnai, l’artigiano di 56 anni accusato di aver ucciso il vicino di casa, Gezim Dodoli, 59 anni, nella notte del 5 gennaio 2023. Il fatto era avvenuto nel corso di un violento scontro, quando Dodoli aveva iniziato a demolire con una ruspa la casa di Mugnai, che si trovava con la sua famiglia all’interno. La sentenza ha riconosciuto che l’imputato ha agito in stato di legittima difesa.

La dinamica dei fatti e le accuse

La vicenda si è svolta nella località di San Polo, periferia di Arezzo, dove Dodoli, con la ruspa, ha colpito dapprima le automobili di Mugnai e successivamente l’abitazione stessa. L’artigiano, sentendosi minacciato, ha sparato con una carabina da caccia, esplodendo otto colpi, due dei quali hanno colpito fatalmente Dodoli. Secondo il capitano Fabio Lertua del Ris di Roma, i primi due colpi furono sparati mentre la ruspa non era ancora rivolta frontalmente alla casa, una circostanza che ha alimentato il dibattito sulla proporzionalità della difesa.

Inizialmente, la pubblica accusa aveva contestato a Mugnai il reato di omicidio volontario, chiedendo una condanna a 10-14 anni di carcere. Successivamente, il pm Laura Taddei ha modificato la propria posizione, richiedendo la riqualificazione del reato in eccesso colposo di legittima difesa e una pena ridotta a quattro anni. Questo repentino cambiamento ha trasformato il procedimento in un complesso confronto giuridico, con la difesa che ha sempre puntato all’assoluzione piena.

Le reazioni e il processo

Il caso ha suscitato grande attenzione mediatica e politica, con esponenti della Lega e figure come il generale Vannacci che hanno espresso sostegno a Mugnai, definendo il suo gesto come un atto di legittima difesa. Il paese di Arezzo si è schierato a suo favore con diverse manifestazioni di solidarietà, tra cui fiaccolate nel centro cittadino.

Le prossime udienze vedranno le arringhe difensive degli avvocati Piero Melani Graverini e Marzia Lelli, che chiederanno l’assoluzione. La sentenza è attesa entro la fine di dicembre. Nel frattempo, la complessa ricostruzione dei fatti, basata sulle perizie balistiche e le registrazioni della chiamata al 112, continua a essere al centro del dibattito giudiziario.

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