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Pisa, presidio Cub sotto la Torre: “Ricercatori a rischio, servono fondi per ricerca e cultura”

Sotto la Torre di Pisa, lavoratori e sindacato denunciano precarietà diffusa, salari bassi e contratti inadeguati nei settori cultura e ricerca. Chiesti investimenti urgenti

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Emanuele De Lucia di Emanuele De Lucia

Mi chiamo Emanuele De Lucia, sono giornalista professionista dal 2012, collaboro per Alanews dal 2017, amo raccontare le notizie per immagini ed emozioni dei protagonisti, in particolar modo seguire la cronaca e la politica

Pisa, 17 novembre 2025 – Un presidio sotto la celebre Torre di Pisa è stato organizzato oggi dalla Confederazione Unitaria di Base (Cub), per denunciare le precarie condizioni lavorative di chi opera nei settori della cultura e della ricerca a Pisa. La mobilitazione vuole mettere in luce il rischio concreto di perdita del lavoro per migliaia di ricercatori e lavoratori culturali, vittime di contratti precari e finanziamenti insufficienti.

La denuncia del sindacato Cub: precarietà e mancanza di investimenti

immagine

Federico Giusti, delegato sindacale Cub Pisa, ha evidenziato come Pisa sia una “città basata sul precariato”, con un numero elevato di ricercatori che rischiano di essere licenziati, centinaia solo nel territorio pisano. La situazione è aggravata dalla diffusione di contratti a tempo determinato e part-time, soprattutto nel settore museale, dove decine di appalti creano condizioni di lavoro svantaggiose. “Dove nasce la ricchezza di una città? Forse dalle forme di sfruttamento e marginalizzazione di lavoratori anche formati e altamente qualificati”, ha aggiunto Giusti, sottolineando come nella recente legge finanziaria non siano previsti fondi adeguati per il rilancio della ricerca e della cultura.

Francesca, attivista Cub Pisa, ha puntato il dito contro la povertà salariale che affligge il settore culturale: “I lavoratori sono contrattualizzati con CCNL inadeguati, come il contratto multiservizi che paga appena 7,55 euro l’ora”. La giovane sindacalista ha inoltre denunciato il fenomeno dell’esternalizzazione selvaggia in Italia, che contribuisce a mantenere bassi i salari e precarie le condizioni di lavoro. A Pisa, nonostante la Cub abbia ottenuto che i lavoratori dei musei statali siano contrattualizzati con il contratto Federcultura, permangono numerosi casi di contratti inadeguati e malpagati. Francesca ha infine richiamato l’attenzione sull’overtourism, che aggrava la carenza di alloggi e affitti, penalizzando la collettività e i lavoratori stessi.

Un presidio simbolico sotto la Torre di Pisa, icona culturale e patrimonio mondiale

La scelta della location del presidio non è casuale: la Torre di Pisa, simbolo riconosciuto a livello internazionale e patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1987, rappresenta l’eccellenza culturale della città. Questo iconico campanile romanico pisano, noto per la sua celebre pendenza causata dal cedimento del terreno su cui poggia, è gestito dall’Opera della Primaziale Pisana e richiama ogni anno milioni di visitatori.

La protesta di oggi si colloca in un più ampio contesto di mobilitazioni promosse dalla Cub, sindacato di base nato nel 1992 e attivo in diversi settori lavorativi, che da sempre si batte contro la precarietà e per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori. La confederazione, con oltre mezzo milione di iscritti, si caratterizza per la sua autonomia da governi, partiti e padronato, e per l’impegno costante nella difesa dei lavoratori più vulnerabili.

Con questo presidio, la Cub intende lanciare un segnale forte affinché si riconosca il valore sociale ed economico della cultura e della ricerca, richiedendo investimenti adeguati e condizioni di lavoro dignitose per chi contribuisce quotidianamente a far vivere il patrimonio culturale e scientifico di Pisa e dell’Italia.

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