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Israele, padre di un ostaggio contro il governo: “Siete responsabili”

Israele: durante il funerale del figlio, Ruby Chen accusa il governo Netanyahu per la gestione della crisi ostaggi

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Padre di un ostaggio contro il governo di Israele

Padre di un ostaggio contro il governo di Israele | Shutterstock - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Israele: durante il funerale del figlio Itay Chen, giovane soldato israeliano ucciso dai terroristi di Hamas lo scorso 7 ottobre 2023, Ruby Chen, padre del militare, ha pronunciato un duro attacco nei confronti del governo di Benyamin Netanyahu, presente alla cerimonia tramite il ministro Ofer Sofer. La sua accusa principale è rivolta alla responsabilità politica e militare nella gestione della crisi e nel ritardo del rilascio degli ostaggi.

Israele: accuse al Governo e richiesta di giustizia

Rivolgendosi direttamente ai vertici del governo, Ruby Chen ha dichiarato: “Siete responsabili della catastrofe del 7 ottobre e del ritardo nel rilascio degli ostaggi”. Il padre di Itay ha promesso che non si fermeranno finché non sarà istituita una commissione d’inchiesta statale, che costringerà i responsabili a dare risposte sotto giuramento agli israeliani. Nel suo discorso, Chen ha sottolineato come il figlio fosse stato tratto in inganno dai comandi militari, i quali avevano indicato la frontiera nord come la prossima area di scontro, tralasciando il pericolo imminente a Gaza.

“I politici israeliani hanno fornito ad Hamas la motivazione per attaccare perché non hanno voluto ascoltare gli avvertimenti dei comandi militari”, ha aggiunto Chen, che ha anche ringraziato l’amministrazione Biden e la presidenza Trump per l’aiuto nel recupero del corpo del figlio.

La sofferenza degli ostaggi e la crisi umanitaria

Il caso di Itay Chen si inserisce in un contesto più ampio di una crisi umanitaria e politica ancora irrisolta. Attualmente, almeno 58 persone sono ancora prigioniere a Gaza, molte delle quali legate a Israele e agli Stati Uniti, e le famiglie degli ostaggi vivono un’angoscia senza fine. Ruby Chen ha partecipato recentemente a una sessione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dove ha chiesto l’istituzione di un rappresentante speciale per gli ostaggi e una maggiore pressione politica e diplomatica su Hamas.

Nel frattempo, la situazione nella Striscia di Gaza rimane drammatica, con continui bombardamenti israeliani e un grave blocco agli aiuti umanitari, denunciato anche dal segretario generale ONU Antonio Guterres. L’appello di Chen e di molti altri è rivolto alla comunità internazionale affinché si intervenga con urgenza per garantire dignità, verità e giustizia alle vittime del conflitto e alle loro famiglie.

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