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Ferrari, prezzi in aumento fino al 5% negli Usa per i nuovi dazi

La casa di Maranello rivede la strategia commerciale negli Stati Uniti dopo la riduzione dei dazi, confermando i target finanziari e tutelando gli ordini già effettuati

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Ferrari limita al 5% l’aumento dei prezzi negli Usa dopo la riduzione dei dazi

Ferrari limita al 5% l’aumento dei prezzi negli Usa dopo la riduzione dei dazi

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Ferrari ha annunciato una revisione degli aumenti di prezzo riguardanti alcuni modelli venduti negli Stati Uniti, in risposta alle recenti modifiche dei dazi doganali imposti da Washington. Durante la conference call con gli investitori, l’amministratore delegato Benedetto Vigna ha comunicato che gli incrementi, inizialmente previsti fino al 10%, sono stati ridotti a un massimo del 5%, in linea con la diminuzione dei dazi statunitensi dal 27,5% al 15%.

Impatto dei nuovi dazi sui prezzi Ferrari

I dazi imposti dagli Stati Uniti rappresentano un elemento cruciale per le case automobilistiche europee, con effetti diretti sui prezzi di vendita e sulle strategie di mercato. Ferrari, pur mantenendo confermati i target finanziari per il 2025, ha dovuto adeguare la propria politica commerciale per mitigare l’impatto delle nuove tariffe. L’azienda ha precisato che le condizioni commerciali resteranno invariate per gli ordini effettuati prima del 2 aprile 2025, data di entrata in vigore dei dazi maggiorati sulle auto importate.

Questi cambiamenti arrivano in un contesto di tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea, con il presidente statunitense che ha annunciato dazi doganali reciproci su oltre 150 Paesi. Le reazioni a livello europeo e internazionale comprendono diverse posizioni, tra cui la richiesta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di passare dal confronto al negoziato per risolvere le controversie commerciali.

Reazioni politiche ed economiche in Europa e negli Stati Uniti

La premier italiana Giorgia Meloni ha definito i dazi statunitensi “una scelta sbagliata, ma non una catastrofe”, sottolineando come il mercato americano rappresenti il 10% dell’export italiano e annunciando che l’Italia sta conducendo uno studio sull’impatto settoriale delle nuove tariffe. Intanto, la Borsa di Milano ha chiuso in calo, risentendo delle preoccupazioni per una possibile guerra commerciale prolungata che potrebbe influenzare negativamente la crescita globale.

Sul fronte industriale, altre case automobilistiche come Stellantis hanno già adottato misure come la sospensione temporanea della produzione in stabilimenti canadesi e messicani per adeguarsi alle nuove tariffe. Nel complesso, i dazi rappresentano una sfida significativa per il settore automotive europeo, con Ferrari che cerca di bilanciare l’adeguamento dei prezzi mantenendo il proprio posizionamento di alta gamma e confermando le prospettive di crescita nonostante il contesto complesso.

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