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Vaticano, Nicola Giampaolo condannato per calunnia dopo le dichiarazioni sul caso Becciu

Il Tribunale Vaticano infligge 3 anni e mezzo a Giampaolo per calunnia contro Becciu, con risarcimenti alle parti lese. L’ex postulatore annuncia ricorso in appello

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Nicola Giampaolo

Facebook, Nicola Giampaolo

Redazione di Redazione

Città del Vaticano, 31 ottobre 2025 – Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha emesso una sentenza di condanna nei confronti di Nicola Giampaolo, accusato e riconosciuto colpevole di calunnia nei confronti del cardinale Angelo Becciu e di altre figure istituzionali del Dicastero delle Cause dei Santi. La decisione, datata 29 ottobre 2025, prevede per Giampaolo una pena detentiva di 3 anni e 6 mesi, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per lo stesso periodo e al risarcimento dei danni morali alle parti civili coinvolte. La vicenda trae origine da alcune dichiarazioni rilasciate da Giampaolo alla trasmissione Rai Report, riguardanti il controverso caso Becciu.

Dettagli della sentenza e reazioni

Il Dicastero delle Cause dei Santi ha ufficializzato il verdetto sottolineando la gravità del reato ascritto a Giampaolo, che oltre alla pena detentiva è stato condannato a corrispondere complessivamente 50 mila euro in risarcimenti, ripartiti tra il cardinale Becciu, il sottosegretario P. Bogus Turek e il Dicastero stesso. Nicola Giampaolo, noto anche per essere stato postulatore di cause di canonizzazione, ha confermato la sentenza tramite un post su Facebook, annunciando l’intenzione di impugnare il giudizio in appello. Egli ha dichiarato di continuare a nutrire profondo rispetto e amore per la Chiesa, precisando che la condanna riguarda esclusivamente l’ambito del Tribunale Vaticano.

Gli avvocati di Becciu, Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, hanno commentato la sentenza evidenziando come questa confermi l’innocenza del cardinale e l’infondatezza delle accuse originarie, riconoscendo il danno reputazionale subito. Nel frattempo, Mario Becciu, parente del cardinale, ha criticato aspramente la trasmissione Report, accusandola di faziosità e uso distorto del servizio pubblico.

Il caso Angelo Becciu e le vicende giudiziarie

Il cardinale Angelo Becciu, figura di rilievo nella Curia romana, è stato al centro di uno degli scandali più complessi della Santa Sede, legato all’acquisto di un immobile di lusso a Londra per oltre 200 milioni di euro tramite la Segreteria di Stato vaticana. Nel 2023, la Corte vaticana lo ha condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi di reclusione per peculato e truffa, una sentenza storica che lo ha reso il primo porporato giudicato colpevole da un tribunale della Santa Sede. Becciu ha presentato appello e ha mantenuto una posizione di piena innocenza.

Le controversie giudiziarie che hanno coinvolto Becciu e la sua figura hanno avuto ripercussioni significative all’interno della Curia: nel 2020 papa Francesco aveva accettato la sua rinuncia al ruolo di prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e ai diritti connessi al cardinalato, pur mantenendogli il titolo cardinalizio. Nel corso degli ultimi anni, la vicenda ha attirato l’attenzione internazionale, coinvolgendo anche indagini e accuse relative a operazioni finanziarie opache e a presunti tentativi di influenzare processi penali, come quello riguardante il cardinale George Pell in Australia.

La sentenza contro Nicola Giampaolo si inserisce quindi in un quadro giudiziario e mediatico molto complesso, confermando la linea del Tribunale Vaticano nel tutelare l’onorabilità delle istituzioni ecclesiastiche e dei suoi rappresentanti.

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