Dopo il debutto dello scorso anno, il semestre aperto per l’accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Medicina Veterinaria cambia volto. Il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha firmato il decreto che disciplina il nuovo anno accademico 2026/2027, introducendo una serie di modifiche pensate per correggere le principali criticità emerse nella prima applicazione della riforma.
L’impianto resta lo stesso: l’accesso iniziale è libero, ma per ottenere l’immatricolazione definitiva sarà necessario superare tre esami nazionali – Biologia, Chimica e propedeutica biochimica e Fisica – e collocarsi in posizione utile nella graduatoria nazionale. Cambiano però tempi, modalità di valutazione e criteri di ammissione.
Iscrizioni: c’è tempo fino al 3 agosto
Gli aspiranti studenti dovranno presentare la domanda esclusivamente attraverso il portale Universitaly entro il 3 agosto 2026, mentre il pagamento del contributo di iscrizione – fissato a 250 euro, salvo esenzioni – dovrà essere effettuato entro il 6 agosto. Durante la registrazione sarà necessario indicare almeno 10 sedi universitarie preferite per Medicina e almeno 5 sedi per un corso affine, che diventa obbligatorio come alternativa in caso di mancato accesso.
Più tempo per studiare e per sostenere gli esami
Una delle principali novità riguarda il calendario. Le lezioni partiranno il 1° settembre, mentre il primo appello degli esami si terrà il 10 dicembre. Il secondo è stato fissato per l’11 gennaio 2027, offrendo agli studenti un periodo di preparazione più lungo rispetto alla precedente edizione.
Cambiano anche le modalità delle prove: ogni esame durerà 50 minuti, cinque in più rispetto allo scorso anno, mentre la pausa tra una prova e l’altra raddoppia, passando da 15 a 30 minuti. La struttura resta invariata, con 31 domande tra quesiti a risposta multipla e a completamento. Il punteggio assegna un punto per ogni risposta esatta, nessun punto per quelle non date e una penalizzazione di 0,1 punti per ogni errore.
Graduatoria più flessibile e voto migliore conservato
Le modifiche più rilevanti riguardano la graduatoria nazionale. Se nella prima versione del semestre aperto accedevano alla graduatoria soprattutto gli studenti che avevano superato tutti e tre gli esami, ora il sistema è stato ampliato.
La graduatoria sarà infatti divisa in tre fasce: la prima comprenderà chi avrà superato tutti gli esami con almeno 18/30, la seconda chi ne avrà superati due e la terza chi avrà ottenuto la sufficienza in una sola prova. Inoltre, il sistema prenderà automaticamente in considerazione il voto migliore ottenuto tra i due appelli disponibili per ciascuna materia.
Un’altra novità riguarda gli studenti che entreranno in graduatoria pur non avendo superato tutti gli esami: potranno immatricolarsi recuperando successivamente i crediti formativi mancanti nella sede assegnata, senza perdere l’anno accademico.
Una piattaforma gratuita per prepararsi
Per ridurre il ricorso ai corsi privati, il Ministero, insieme alla CRUI e al Consorzio CISIA, ha confermato anche per quest’anno una piattaforma gratuita dedicata alla preparazione.
Il portale offre simulazioni delle prove, esercitazioni, strumenti di autovalutazione e materiali didattici, con l’obiettivo di rendere più uniforme la preparazione degli aspiranti medici e contenere i costi sostenuti dalle famiglie.
L’obiettivo della riforma
La riforma del semestre aperto punta a superare definitivamente il tradizionale test d’ingresso, sostituendolo con un percorso universitario basato sul merito e sulla preparazione maturata durante i primi mesi di studio. Le modifiche introdotte per il 2026/2027 mirano soprattutto a rendere il sistema più flessibile e meno penalizzante, dando agli studenti più tempo per prepararsi, una seconda possibilità per migliorare i risultati e criteri di selezione ritenuti più aderenti al percorso universitario.
