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Spagna, Junts rompe con Sánchez, crisi sulla tenuta del governo: “Non rispettati gli accordi”

La decisione di Junts per Catalunya, guidato da Puigdemont, mette a rischio la stabilità del governo Sánchez e apre nuovi scenari di incertezza per la legislatura spagnola

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Carles Puigdemont

Carles Puigdemont, leader del Junts | Instagram - @carlespuigdemont

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Madrid, 27 ottobre 2025 – Il partito catalanista Junts per Catalunya, guidato da Carles Puigdemont, ha ufficialmente deciso di interrompere l’accordo di governo con il presidente spagnolo Pedro Sánchez. La decisione è stata presa all’unanimità dal direttivo di Junts, riunito oggi a Perpignan per oltre tre ore, e motivata dal mancato rispetto delle promesse contenute nel patto siglato con l’esecutivo progressista Psoe-Sumar.

La rottura unanime di Junts per Catalunya

Il direttivo di Junts per Catalunya ha votato all’unanimità la rottura dell’intesa con il governo spagnolo, dopo che Puigdemont ha denunciato il mancato mantenimento degli impegni presi due anni fa a Bruxelles per garantire la fiducia al premier Pedro Sánchez. Inizialmente, la decisione dovrà essere sottoposta a referendum tra gli iscritti al partito, che avevano ratificato l’accordo originario. L’ex presidente della Generalitat catalana chiarirà nei dettagli le motivazioni nella conferenza stampa prevista nel pomeriggio di oggi. La mossa di Puigdemont rappresenta un colpo significativo per la stabilità dell’esecutivo di Sánchez, al suo terzo mandato consecutivo.

Carles Puigdemont e Josep Rull
Carles Puigdemont e Josep Rull | Photo by Parlament de Catalunya – Alanews.it

Conseguenze politiche e incertezza sulla legislatura

La crisi politica innescata dalla rottura con Junts aggrava l’incertezza sulla tenuta del governo Sánchez, che puntava ad approvare la legge di bilancio per il 2026 dopo due anni di proroghe. Il premier socialista aveva più volte dichiarato l’intenzione di portare la legislatura fino al 2027, ma ora il cammino si presenta ancora più impervio senza l’appoggio dei 7 deputati catalani, fondamentali per la maggioranza al Congresso dei deputati. La situazione politica spagnola appare dunque appesa a un filo, con un Parlamento che ha recentemente dovuto affrontare votazioni cruciali su superdecreti economici e sociali passati con il minimo scarto grazie a negoziazioni serrate con i partner parlamentari, tra cui Junts e Podemos.

Carles Puigdemont, figura centrale del movimento indipendentista catalano e ex presidente della Generalitat, è noto per il suo ruolo nella dichiarazione unilaterale di indipendenza nel 2017, che portò al commissariamento della Catalogna da parte di Madrid. La sua decisione di rompere l’accordo di governo segna un nuovo capitolo di tensione tra la Catalogna e il governo centrale spagnolo, con possibili ripercussioni sulle future dinamiche politiche nazionali.

I militanti di Junts per Catalunya, il partito indipendentista catalano guidato da Carles Puigdemont, saranno chiamati a esprimersi con una votazione interna sulla decisione del direttivo di stracciare l’accordo di sostegno al governo di Pedro Sánchez. La decisione, presa all’unanimità nel corso di un incontro tenutosi a Perpignan, rappresenta una netta presa di distanza da parte del partito catalano dal governo socialista spagnolo, già messo in difficoltà da una serie di scandali giudiziari che coinvolgono familiari e ex dirigenti del PSOE.

La consultazione interna di Junts per Catalunya

Sono circa seimila iscritti a Junts che saranno consultati per confermare o meno la rottura dell’intesa con il governo Sánchez. Fonti interne al partito confermano ad ANSA che l’esito della votazione difficilmente sarà diverso dalla decisione unanime del direttivo. Junts esclude inoltre di sostenere una mozione di sfiducia “costruttiva” presentata dal conservatore Partido Popular o dall’ultradestra di Vox, o di supportare una mozione strumentale con un candidato tecnico per forzare lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni.

Il Partito Popolare, guidato da Alberto Núñez Feijóo, è stato infatti criticato da Junts in quanto “è stato il leader che più ha spinto in Europa contro il riconoscimento del catalano come lingua ufficiale”. La distanza tra Junts e il governo socialista si amplia così in un momento delicato, in cui la maggioranza parlamentare di Sánchez appare ormai priva di solide basi.

Lo scenario politico in Spagna

Con il ritiro del sostegno di Junts, il governo di Pedro Sánchez si trova senza maggioranza al Congresso dei Deputati. Le fonti del partito indipendentista sottolineano che spetta ora a Sánchez decidere se continuare a governare in una situazione politica complessa, aggravata dalle inchieste giudiziarie che coinvolgono la moglie e il fratello del presidente del governo, oltre a due ex dirigenti del PSOE.

Questi scandali hanno intensificato la pressione politica sul premier, con l’opposizione che ne chiede da mesi le dimissioni. Il leader del Partito Popolare Feijóo ha infatti dichiarato che la responsabilità politica di Sánchez è ormai “provata” e ha chiesto al presidente del governo di indire nuove elezioni.

L’evoluzione della situazione politica in Spagna resta dunque incerta, mentre Junts per Catalunya si prepara a definire ufficialmente la propria posizione in merito al futuro rapporto con il governo centrale.

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