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Nerviano, attivisti si incatenano ai cancelli Leonardo: traffico e tensioni al presidio

Blitz degli attivisti di Palestine Action davanti allo stabilimento Leonardo Spa a Nerviano blocca l’accesso e accende il dibattito sul ruolo dell’industria bellica italiana

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Roberto Smaldore di Roberto Smaldore

Classe 1997, sono un giornalista e video-reporter. Nel 2023 ho conseguito la laurea magistrale in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi in Storia contemporanea sul coinvolgimento dei combattenti stranieri nelle guerre jugoslave. Da giugno 2025 collaboro con Alanews occupandomi di cronaca, politica e attualità.

Nerviano, 29 settembre 2025 – Questa mattina la sede di Leonardo Spa a Nerviano, nel Milanese, è stata teatro di una protesta da parte di sei attivisti del gruppo Palestine Action, che si sono incatenati ai cancelli principali dell’ingresso dello stabilimento. L’azione, iniziata intorno alle 8, ha provocato rallentamenti e code di automobili fino alla Strada Statale 33 del Sempione.

Protesta e tensioni davanti a Leonardo Spa

immagine

Gli attivisti hanno bloccato l’ingresso principale con una catena, impedendo l’accesso ai dipendenti e generando disagi alla viabilità locale. Alcuni lavoratori sono comunque riusciti a entrare a piedi, mentre altri hanno tentato di dialogare con i manifestanti. Tuttavia, la situazione ha rischiato di degenerare quando un’automobilista ha minacciato di forzare il blocco per poter accedere allo stabilimento. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha consentito di aprire un ingresso secondario, tagliare la catena e identificare i sei attivisti.

Gli attivisti di Palestine Action hanno motivato la protesta denunciando il ruolo di Leonardo Spa, società italiana a controllo pubblico attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, nel sostegno indiretto alle operazioni militari di Israele nella Striscia di Gaza. Leonardo, che nel 2024 ha registrato un fatturato di 17,76 miliardi di euro e conta oltre 60 mila dipendenti, è infatti tra i principali produttori di tecnologie e armamenti utilizzati a livello globale.

Contesto internazionale e dichiarazioni controverse

Il gruppo Palestine Action, fondato nel 2020, è noto per le sue azioni dirette contro industrie militari, tra cui la recente irruzione nella base della Royal Air Force di Brize Norton, in Inghilterra, con l’imbrattamento di aerei militari con vernice rossa. Tale azione ha provocato la dichiarazione da parte del governo britannico di Yvette Cooper, ministra dell’Interno, che ha inserito Palestine Action nella lista delle organizzazioni terroristiche, equiparandola a gruppi come Al Qaeda. Questa mossa ha suscitato forti polemiche e proteste, anche con oltre 350.000 persone scese in piazza a Londra per chiedere la fine della fornitura di armamenti a Israele.

In Italia, invece, la protesta degli attivisti ha messo in luce il ruolo strategico di Leonardo Spa, controllata al 30% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che opera in settori legati alla difesa e alla sicurezza ed è quotata in Borsa Italiana. La società nel 2025 ha ampliato la propria struttura con una nuova divisione dedicata agli armamenti terrestri, aggiungendosi alle già consolidate divisioni di elicotteri, velivoli, elettronica, cyber security e aerostrutture.

L’azione degli attivisti di Nerviano si inserisce quindi in un quadro di crescente tensione tra movimenti pacifisti e istituzioni, con richieste di trasparenza e responsabilità nei confronti delle industrie della difesa coinvolte nel conflitto israelo-palestinese.

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