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Ora legale tutto l’anno: quanto risparmierebbero davvero gli italiani sulle bollette
Andrea Casamassima di Andrea Casamassima

In piena crisi energetica si riaccende il dibattito sull’ora legale permanente. Una scelta che, secondo diversi esperti, potrebbe garantire risparmi consistenti sulle bollette degli italiani e contribuire alla riduzione delle emissioni. Ma è davvero così vantaggiosa? E quali sarebbero le conseguenze per la salute e per l’economia del Paese?

Che cos’è l’ora legale e perché è tornata al centro del dibattito

L’ora legale è una convenzione che prevede di spostare avanti di un’ora le lancette degli orologi durante i mesi estivi, così da sfruttare al meglio la luce del sole. In questo modo si riduce l’utilizzo della corrente elettrica nelle ore serali, quando famiglie e attività commerciali hanno un fabbisogno maggiore di illuminazione artificiale.

In Italia viene adottata tradizionalmente da marzo a ottobre, con il ritorno all’ora solare nei mesi invernali. Negli ultimi anni, però, la crisi energetica e l’aumento delle bollette hanno riacceso il confronto: mantenere l’ora legale per tutto l’anno potrebbe portare a vantaggi significativi in termini economici e ambientali.

Quanto si potrebbe risparmiare davvero

Le stime elaborate dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) parlano chiaro: l’estensione dell’ora legale a dodici mesi consentirebbe un risparmio di circa 2 miliardi di euro nel primo biennio, considerando gli attuali prezzi dell’energia.

Il risparmio maggiore si registrerebbe nei mesi di aprile e ottobre, quando scuole, uffici e aziende sono pienamente operativi e la domanda di elettricità è più elevata. In quelle settimane, avere un’ora di luce in più nel tardo pomeriggio significherebbe ritardare l’accensione di milioni di lampadine, computer e impianti domestici, con un impatto immediato sulla bolletta delle famiglie.

Ma non è solo una questione economica: secondo gli esperti, l’adozione permanente dell’ora legale garantirebbe anche una riduzione delle emissioni di circa 200mila tonnellate di CO2 all’anno, l’equivalente dell’inquinamento prodotto da decine di migliaia di auto.

La proposta al governo e il quadro europeo

Dal 2018 il Parlamento europeo ha lasciato ai singoli Stati membri la possibilità di decidere se mantenere l’ora solare o l’ora legale tutto l’anno. Alcuni Paesi hanno avviato consultazioni interne, ma l’Unione non è ancora arrivata a una posizione comune.

In Italia, la Sima è tra i promotori più convinti della misura. Il presidente Alessandro Miani ha ribadito più volte la necessità di un intervento immediato, sottolineando come si tratti di una soluzione “semplice, a costo zero e con vantaggi concreti”, al contrario di altre ipotesi più complesse come il razionamento dei consumi, la riduzione dei riscaldamenti nelle abitazioni o la reintroduzione della didattica a distanza.

La richiesta è stata rivolta anche ai governi degli ultimi anni, con l’invito a coordinarsi con gli altri Stati membri per adottare una misura comune, evitando disallineamenti di orario tra i Paesi confinanti.

I benefici e i possibili svantaggi per la salute

Oltre al risparmio economico e ambientale, i sostenitori dell’ora legale permanente evidenziano altri aspetti positivi:

  • Maggiore sicurezza stradale: più ore di luce nel pomeriggio riducono il numero di incidenti, soprattutto tra i pedoni.

  • Più tempo libero all’aperto: giornate più luminose incentivano l’attività fisica e la socialità.

  • Riduzione dello stress: diversi studi associano la luce naturale al miglioramento dell’umore e alla diminuzione dei disturbi depressivi stagionali.

Non mancano però le criticità. Alcuni ricercatori sottolineano come l’esposizione ridotta alla luce del mattino possa disturbare i ritmi circadiani, influenzando la qualità del sonno, l’attenzione e persino la produttività. In particolare nei mesi invernali, con giornate già corte, si rischierebbe di iniziare la giornata al buio, con effetti negativi soprattutto per studenti e lavoratori che si alzano presto.

Una decisione ancora aperta

Il tema resta divisivo: da un lato i vantaggi concreti su bollette e ambiente, dall’altro le preoccupazioni legate alla salute e all’adattamento del corpo umano a nuovi ritmi. Quel che è certo è che la proposta di un’ora legale permanente appare oggi più che mai attuale, in un contesto in cui ogni misura capace di ridurre i consumi energetici diventa preziosa.

Il governo italiano sarà chiamato a valutare se seguire la strada indicata dalla Sima e spingere in Europa per una scelta comune. Intanto, il dibattito continua e milioni di cittadini si chiedono: meglio risparmiare con più luce artificiale risparmiata, o preservare i ritmi naturali del corpo con l’ora solare?

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