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Ispettore di polizia ucciso a Melito: fermato il figlio 21enne della compagna

Il giovane Roberto Marchese è stato accusato dell’omicidio dopo una lite familiare a Melito di Napoli

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Un carabiniere vicino alla sua vettura - carabinieri

Un carabiniere vicino alla sua vettura | Pixabay @AlbertoFornasari - alanews.it

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Napoli, 18 agosto 2025 – È stato fermato nella notte il giovane accusato di aver ucciso a coltellate l’ispettore di Polizia Ciro Luongo, 58 anni, in servizio presso il Commissariato di Giugliano in Campania. Il delitto è avvenuto nella sua abitazione a Melito di Napoli al termine di una lite familiare degenerata in tragedia. Il presunto assassino è Roberto Marchese, 21 anni, figlio della compagna della vittima, che si era dato alla fuga subito dopo l’aggressione.

L’omicidio dell’ispettore di polizia

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, la discussione tra Luongo e Marchese è precipitata in una feroce aggressione con numerosi fendenti inferti dall’aggressore. Il poliziotto è stato colpito più volte, con la ferita letale al collo, e quando i carabinieri sono giunti sul posto, allertati da una chiamata al numero di emergenza, per lui non c’era più nulla da fare.

In casa, al momento della lite, si trovavano quattro persone: l’ispettore Luongo, la compagna, il figlio 21enne avuto da una precedente relazione e il figlio minore nato dalla coppia. Le forze dell’ordine hanno immediatamente escluso collegamenti con l’attività professionale del poliziotto, concentrandosi sull’ambito familiare come possibile movente dell’omicidio.

Il fermo e il cordoglio della Polizia

Roberto Marchese è stato rintracciato e bloccato dai carabinieri poche ore dopo il delitto, in un’abitazione diversa da quella dove è avvenuto il fatto. Al momento non è chiaro se sia stato formalmente sottoposto a fermo, poiché la Procura di Napoli Nord sta ancora valutando gli elementi raccolti.

La notizia della morte di Ciro Luongo ha suscitato profondo sgomento tra i colleghi e la comunità. Il questore di Napoli, Maurizio Agricola, ha espresso il cordoglio personale e di tutta la Polizia di Stato per la perdita di un uomo stimato per la sua professionalità e umanità, sottolineando il dolore che colpisce la famiglia e l’intero corpo di Polizia.

La lite per la scomparsa di un pappagallo

La fuga di un pappagallo sarebbe stata la scintilla che ha innescato la lite culminata nell’omicidio dell’ispettore di polizia Ciro Luongo.

Il figlio della compagna, Roberto Marchese, è stato sottoposto a fermo al termine di un lungo interrogatorio in questura a Napoli, coordinato dal sostituto procuratore di Napoli Nord, Cesare Sirignano. Dopo il delitto, il giovane si era dato alla fuga, ma è stato rintracciato e portato in caserma.

Secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, il movente è stato individuato anche grazie alla testimonianza del figlio della vittima e della compagna. Sarebbe stata infatti una disattenzione di Marchese, che non avrebbe controllato la chiusura della porta-finestra della camera da letto, a consentire al pappagallo di scappare.

La discussione scoppiata subito dopo si è trasformata rapidamente in una violenta lite, accompagnata da insulti e offese, fino a culminare nell’aggressione. Il giovane avrebbe afferrato un coltello da cucina lungo circa trenta centimetri e colpito l’ispettore al petto, provocandone la morte.

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