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Fukushima, la rimozione completa del combustibile nucleare è stata posticipata al 2037

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Un'ispezione nella centrale nucleare di Fukushima

Un'ispezione nella centrale nucleare di Fukushima | Photo by IAEA Imagebank licensed under CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/) - Alanews.it

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Tokyo, 29 luglio 2025 – La rimozione completa dei detriti di combustibile nucleare fuso all’interno della centrale di Fukushima Dai-ichi, gravemente danneggiata dall’incidente del 2011, subirà un nuovo slittamento. La data prevista per il completamento delle operazioni si sposta dal 2030 al 2037, con possibilità di ulteriori ritardi. A comunicarlo è la Nuclear Damage Compensation and Decommissioning Facilitation Corporation (NDF), l’ente incaricato di supervisionare i lavori di smantellamento.

Le difficoltà della rimozione del combustibile nucleare fuso a Fukushima

L’incidente, scatenato dal devastante terremoto e tsunami dell’11 marzo 2011 che colpirono la prefettura di Fukushima, ha causato la fusione dei noccioli di tre reattori della centrale gestita da Tokyo Electric Power Company (TEPCO). Ad oggi, rimangono circa 880 tonnellate di detriti nucleari da rimuovere dai reattori 1, 2 e 3. Secondo la TEPCO, i lavori preparatori per la rimozione richiederanno un periodo stimato tra i 12 e i 15 anni a partire da ora, un arco temporale che ha spinto la NDF a richiedere uno o due anni per valutare la fattibilità del piano aggiornato.

Toyoshi Fuketa, responsabile delle operazioni di smantellamento, ha sottolineato che il progetto è stato fin dall’inizio “considerato difficile” a causa delle complesse condizioni all’interno dell’impianto gravemente compromesso. In particolare, la rimozione del combustibile esausto dall’unità 3, già parzialmente effettuata, è solo la prima fase di un percorso che presenta ancora numerose incognite tecniche e di sicurezza.

Il ruolo di TEPCO e le decisioni governative

Nonostante il ritardo, TEPCO ribadisce il suo impegno a completare lo smantellamento entro il 2051, data fissata dal governo giapponese. Akira Ono, responsabile della dismissione presso TEPCO, ha dichiarato che non è ancora possibile rivedere l’obiettivo finale, in quanto non si conoscono ancora i dettagli dei processi successivi, la cui definizione resta prerogativa delle autorità di Tokyo.

Tra le incertezze, vi è anche il destino dell’edificio adiacente all’unità 3, utilizzato per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi: TEPCO ha presentato due piani alternativi, che prevedono rispettivamente la demolizione o il mantenimento inalterato della struttura, ma una decisione definitiva non è stata ancora presa.

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