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Delitto Garlsaco: Andrea Sempio, “Il Fruttolo non c’entra con me, verifichino pure”

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Andrea Sempio

Andrea Sempio | fotogramma Mediaset - Alanews.it

Redazione di Redazione

Il caso del delitto di Garlasco continua a tenere alta l’attenzione con nuove svolte investigative che coinvolgono direttamente Andrea Sempio, indagato nell’ambito delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007. Negli ultimi giorni, Sempio ha rilasciato dichiarazioni nette riguardo a elementi chiave del dibattito investigativo, in particolare smentendo ogni suo legame con il “fruttolo” e i cartoni di pizza rinvenuti sulla scena del crimine.

Con una posizione chiara e senza ambiguità, Andrea Sempio ha invitato le autorità a verificare ogni dettaglio: «Il fruttolo non c’entra con me, verifichino pure» ha affermato, rigettando qualsiasi ipotesi che lo colleghi a questi reperti alimentari. Aggiungendo: «Non ho fatto colazione lì», ha escluso la sua presenza nel luogo e nel momento in cui sono stati trovati quegli oggetti, sottolineando un netto distacco da ogni attività mattutina nella casa di via Pascoli a Garlasco.

La posizione di Andrea Sempio e le sue dichiarazioni

Le parole di Sempio sono una risposta diretta alle ipotesi investigative che stanno emergendo in queste settimane, in cui il suo DNA è stato trovato su alcune tracce sotto le unghie della vittima, Chiara Poggi. Pur non negando completamente di aver frequentato la casa in generale, Sempio si sofferma in modo mirato sulla negazione della sua presenza nella mattinata del delitto: «Anche avessi mangiato io in quella casa, di sicuro non quella mattina». Questa precisazione è cruciale nell’ambito della sua difesa, perché limita la contestazione a un preciso momento temporale cruciale dell’indagine.

Il suo invito agli inquirenti a portare avanti tutte le verifiche del caso, comprese quelle relative ai reperti alimentari come il fruttolo e i cartoni della pizza, mostra una disponibilità a sottoporsi ai controlli e una ferma volontà di dimostrare la propria estraneità ai fatti. Il linguaggio diretto e ripetuto, con l’insistenza su «fruttolo, tutte quelle cose lì», mette in evidenza come questi elementi siano diventati punti centrali nel confronto investigativo, e come Sempio intenda annullare ogni possibile collegamento con tali prove.

Nuove indagini e riscontri scientifici: il DNA e le telefonate

L’interesse investigativo su Andrea Sempio si è riacceso in seguito a nuove analisi genetiche e elementi che hanno portato alla riapertura delle indagini, quasi diciotto anni dopo il delitto. In particolare, i risultati delle analisi sul DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi indicano una compatibilità con il profilo genetico di Sempio, mentre Alberto Stasi, fino ad oggi unico condannato per l’omicidio, è stato escluso come donatore di queste tracce.

Oltre al DNA, emergono anche altri aspetti che destano sospetti: tre telefonate molto brevi effettuate da Sempio nei giorni immediatamente precedenti il delitto, tutte di pochi secondi, e un biglietto di parcheggio di Vigevano che Sempio ha mostrato come alibi per la mattina del delitto. Tuttavia, i dati delle celle telefoniche sembrano contraddire la sua presenza fuori da Garlasco, alimentando il sospetto che il biglietto di parcheggio possa essere stato conservato come un alibi precostituito.

In aggiunta, ulteriori accertamenti sono in corso per verificare la corrispondenza tra le impronte di scarpe trovate sulla scena del crimine e la misura delle calzature di Sempio, così come l’analisi delle impronte digitali rinvenute nella villetta.

Procedimenti e incidente probatorio: il confronto sulle prove

Recentemente si è svolto un incidente probatorio che ha coinvolto periti e legali per esaminare reperti cruciali, tra cui le impronte digitali e tracce biologiche trovate nell’abitazione di via Pascoli a Garlasco. Durante le operazioni, è emerso un acceso confronto tecnico sulla natura e sulla validità di alcuni materiali repertati, come le impronte su fogli di acetato e i residui biologici associati.

Sulla scena del crimine erano stati trovati due vasetti di fruttolo, un brick di tè freddo e altri oggetti alimentari, il cui esame è stato ritardato a causa della mancanza iniziale di decreto di sequestro. L’attenzione su questi reperti è aumentata perché rappresentano potenziali elementi di collegamento con la persona che ha consumato o lasciato quegli oggetti nella casa.

Importante è anche l’analisi delle tracce di DNA trovate sulle unghie di Chiara Poggi, con un match positivo per una di esse con Andrea Sempio. Questo elemento ha portato a una riapertura delle indagini e a un nuovo avviso di garanzia notificato al giovane.

Nel frattempo, il legale di Sempio, Massimo Lovati, ha descritto il suo assistito come «molto stanco» e «sconvolto» dalla nuova indagine, precisando che il giovane si è già sottoposto a un test del DNA presso la sede dei Carabinieri a Milano, in ottemperanza alle disposizioni investigative.

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