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Inghilterra: Tuchel e l’inno nazionale

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Thomas Tuchel

Alexander Böhm, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Alfonso Russo di Alfonso Russo

Nella conferenza stampa organizzata dalla FA in vista delle gare di qualificazione ai Mondiali 2026, il tecnico dell’Inghilterra Thomas Tuchel ha espresso la sua opinione sull’inno nazionale

Diventato ufficialmente allenatore della nazionale lo scorso 1 gennaio, ora c’è grande attesa per l’esordio di Thomas Tuchel sulla panchina dell’Inghilterra. Tifosi ed addetti ai lavori dovranno aspettare ancora qualche giorno. Il doppio appuntamento, infatti, è previsto per il prossimo 21 marzo, contro l’Albania e il 24 marzo contro la Lettonia. Quando la FA ha annunciato che l’allenatore tedesco sarebbe stato il successore di Gareth Southgate non sono mancate le polemiche per aver scelto un allenatore di nazionalità diversa da quella inglese. “Mi dispiace, ma ho il passaporto tedesco”. Questa la risposta alle critiche di chi avrebbe preferito un tecnico inglese ad uno straniero

E lo stesso Thomas Tuchel nella conferenza stampa indetta lo scorso ottobre, aveva toccato un argomento che sta particolarmente a cuore all’opinione pubblica di Sua Maestà: l’inno nazionale. Tra il cantarlo e il non cantarlo, passa una bella differenza. In ogni caso, a prescindere dalla nazionalità di chi allena, il tecnico tedesco ha voluto sottolineare come ciò che conta siano i risultati sul campo e Tuchel è ottimista a riguardo. Intanto, una cosa è certa: non canterà l’inno nazionale. Questa può sembrare cosa da poco, ma a quelle latitudini l’inno ha un valore non di poco conto. Il tecnico, però, ha voluto spiegare le sue ragioni.

Le ragioni che hanno guidato la decisione di Tuchel sull’inno nazionale

“Un inno nazionale non può essere semplicemente cantato, va imparato e capito. Questo è il motivo per cui ho deciso che non lo canterò in occasione delle prime gare ufficiali” – ha dichiarato Tuchel nella conferenza stampa indetta lo scorso venerdì. Ha poi ulteriormente precisato: “Il vostro è un inno molto potente, ricco di significato, di storia ed ha un valore molto profondo all’interno della vostra cultura. Questo è il motivo per cui non si può semplicemente cantare, ma bisogna impararlo bene e comprenderlo. Anche per questo mi sento orgoglioso di allenare la nazionale inglese”.

Quella dell’inno nazionale è una questione molto sentita. Basti pensare alle feroci critiche a cui si è esposto Lee Carsley che ha giocato per la Repubblica d’Irlanda e che nell’anno in carica non lo ha mai cantato. Tuchel ha poi concluso: “Devo imparare più della vostra cultura e soprattutto voglio conquistare il diritto di cantare l’inno insieme ai giocatori e ai tifosi anche grazie ai risultati in campo. Solo così potrò davvero dire di poter essere uno dei vostri”.
Della squadra scelta da Thomas Tuchel per gli impegni contro Albania e Lettonia faranno parte anche Marcus Rashford e Jordan Henderson. Molta curiosità per la scelta del centrocampista 34enne del’Ajax che ha debuttato con i Three Lions nel 2010 grazie ad un altro commissario tecnico non inglese: Fabio Capello.
Su Thomas Tuchel le aspettative sono molto alte, considerando l’alto tasso tecnico di cui dispone in rosa; senza dubbio, prestazioni convincenti in campo farebbero passare in secondo piano la questione dell’inno nazionale.

Articolo di Alfonso Russo

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