Caterina Balivo non usa mezzi termini. Dal palco del Festival dello Spettacolo, a Milano, la conduttrice di Rai 1 ha espresso una posizione molto netta sull’eccessivo ricorso alla cronaca nera nei programmi televisivi italiani. Una critica che, nel corso del suo intervento, ha coinvolto anche il modo in cui vengono costruiti i contenuti de La Volta Buona, il programma che conduce ogni pomeriggio.
Caterina Balivo: “C’è un abuso di cronaca nera in televisione”
“Si fa un abuso di cronaca nera. Lo trovo allucinante, vergognoso. Capisco le trasmissioni che seguono il flusso, ma da spettatrice non me ne faccio una ragione”. Le parole di Balivo, riprese dal giornalista Massimo Falcioni e condivise sui social, fotografano il suo disagio nei confronti di un modello televisivo che, a suo giudizio, dedica troppo spazio ai casi di cronaca nera.
La conduttrice ha spiegato di voler raccontare anche altre storie, quelle delle persone comuni, del loro lavoro e delle esperienze quotidiane. Temi che, secondo lei, rischiano di essere messi in secondo piano da una programmazione concentrata sugli stessi fatti di cronaca.
Una posizione che apre anche una riflessione sulla competizione tra i programmi della televisione generalista, spesso impegnati a seguire gli stessi casi e a rincorrere l’attualità.
La stoccata agli autori de La Volta Buona
Nel corso dell’incontro, Balivo ha parlato anche dei margini di autonomia che ha all’interno del programma di Rai 1. La conduttrice ha chiarito che La Volta Buona non è una trasmissione che può gestire interamente secondo le proprie preferenze: “Il programma non è mio, ma di uno staff autorale. Non posso decidere tutto”.
Poi la frase che suona come una presa di distanza da alcune scelte editoriali: “Potessi decidere io, certe cose non le vedreste”. Un’affermazione che lascia intravedere una differenza tra la linea che Balivo vorrebbe dare alla trasmissione e quella definita dalla squadra che ne cura i contenuti.
La conduttrice ha parlato anche degli ascolti, spiegando di non lasciarsi condizionare eccessivamente dai risultati: “Non mi esalto quando i numeri sono alti e non mi deprimo quando non sono buoni”. Per Balivo, la televisione, come la vita, attraversa momenti diversi e bisogna imparare ad accettarli.
Il dibattito sulla cronaca nera in televisione
Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui il rapporto tra informazione, intrattenimento e cronaca nera continua a essere al centro del dibattito televisivo. La presenza costante di casi giudiziari e vicende di attualità nei programmi del daytime solleva interrogativi sulla ripetizione dei contenuti, sulla spettacolarizzazione del dolore e sullo spazio riservato ad altri temi.
Balivo non ha indicato direttamente singoli colleghi come destinatari delle sue critiche, ma le sue parole si inseriscono in un panorama televisivo nel quale diverse trasmissioni condividono spesso gli stessi argomenti e la stessa fascia oraria.
La sua presa di posizione è chiara: la cronaca può avere un ruolo nell’informazione televisiva, ma non dovrebbe diventare l’unico racconto possibile. E, soprattutto, secondo la conduttrice, ci sono molte altre storie che meritano di trovare spazio sul piccolo schermo.
