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La nuova minaccia informatica ai supermercati: come un hacker può sabotare la catena del freddo

Tra le catene interessate figurano Delhaize, Colruyt, ICA, Coop e Carrefour, mentre problemi sono stati segnalati anche in un punto vendita IKEA

2 Novembre 2026
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Le conseguenze di un attacco informatico in un supermercato in Belgio

Le conseguenze di un attacco informatico in un supermercato in Belgio | X @RadioGenoa - Alanews.it

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Un attacco informatico ha colpito i sistemi di refrigerazione di numerosi supermercati europei, provocando il deterioramento di alimenti e costringendo diversi punti vendita a eliminare prodotti freschi e surgelati. Dopo gli episodi registrati in Francia a ottobre, lunedì 2 novembre le anomalie si sono estese dal Belgio alla Svezia, coinvolgendo anche Lussemburgo e Irlanda. Tra le catene interessate figurano Delhaize, Colruyt, ICA, Coop e Carrefour, mentre problemi sono stati segnalati anche in un punto vendita IKEA. Le autorità stanno cercando di ricostruire la dinamica degli attacchi e di individuarne i responsabili, ma al momento non è chiaro se i diversi episodi siano collegati.

I supermercati colpiti dagli hacker in Belgio, Svezia e Irlanda

In Svezia, l’attacco ha raggiunto i punti vendita delle catene ICA e Coop. Una delle filiali ICA di Stoccolma ha subito gravi danni: secondo quanto raccontato a Reuters da Engla Ingwall, responsabile delle vendite del negozio, l’incursione informatica sarebbe avvenuta intorno alle 2 di notte, ma il problema è stato individuato soltanto diverse ore più tardi. I congelatori avrebbero raggiunto temperature di circa 50 gradi, rendendo inutilizzabili i prodotti conservati al loro interno. “È tutto distrutto”, ha spiegato la responsabile.

Un portavoce di ICA ha confermato che un numero limitato di punti vendita è stato interessato da un incidente notturno che ha compromesso il funzionamento dei sistemi di refrigerazione e congelamento. Anche Coop ha segnalato un episodio simile: sette dei suoi circa 800 negozi sono stati coinvolti da una manipolazione non autorizzata degli impianti. Tra i fornitori della catena figura anche la danese Danfoss, azienda specializzata nelle tecnologie per il controllo della temperatura.

La situazione ha riguardato anche il Belgio e il Lussemburgo, dove sono stati segnalati problemi nei supermercati dei gruppi Ahold Delhaize e Colruyt. Quest’ultimo, che gestisce i punti vendita SPAR in Belgio attraverso un sistema di franchising, ha comunicato che cinque negozi hanno subito attacchi ai sistemi frigoriferi. Carrefour ha invece dichiarato che sono stati coinvolti 15 dei suoi 700 punti vendita belgi. IKEA ha confermato un episodio in un proprio negozio nel Paese, senza escludere che possano essersi verificati disservizi anche in altre sedi.

Gli effetti dell’attacco sono arrivati anche in Irlanda. Il grossista Musgrave ha riferito che i sistemi di 13 supermercati SuperValu sono stati interessati dall’incidente, rendendo necessario ritirare dalla vendita alcuni prodotti refrigerati e surgelati.

Sospetto attacco hacker ai supermercati in Svezia, Estonia e Belgio | @SDellabella

Il precedente in Francia e le indagini sulle vulnerabilità

Gli episodi di novembre richiamano quanto accaduto in Francia nel mese precedente. In quell’occasione, un attacco informatico aveva compromesso gli impianti di refrigerazione di centinaia di supermercati, provocando perdite di alimenti e, secondo le informazioni diffuse dalle autorità francesi, anche alcuni incendi. Gli hacker erano riusciti a intervenire da remoto sulle unità di raffreddamento, attivando la funzione di sbrinamento.

L’emittente BFMTV aveva riferito che erano stati coinvolti circa 300 negozi delle catene Intermarché e Netto e meno di 100 punti vendita Coopérative U. Il direttore generale di quest’ultima, Dominique Schelcher, aveva confermato che l’attacco aveva interessato gli impianti di produzione del freddo di diversi negozi della rete. L’azienda aveva dichiarato di aver mobilitato le proprie squadre, in collaborazione con gli specialisti della refrigerazione, per ripristinare il funzionamento degli impianti. Schelcher aveva definito l’episodio particolarmente grave, sottolineando che erano stati presi di mira dispositivi essenziali per conservare gli alimenti freschi e garantire l’approvvigionamento della popolazione.

L’agenzia nazionale francese per la sicurezza informatica, ANSSI, aveva comunicato di essere intervenuta per gestire l’incidente, sia a livello nazionale, fornendo assistenza ai potenziali soggetti coinvolti, sia attraverso il coordinamento con le autorità omologhe europee. Le prime ricostruzioni avevano individuato nei controllori frigoriferi prodotti dalla società danese Danfoss uno degli elementi centrali dell’attacco. Secondo BFMTV, sarebbero state prese di mira versioni meno recenti del software utilizzato per gestire gli impianti. Anche Groupement Mousquetaires, il gruppo proprietario di Intermarché e Netto, aveva indicato che i sistemi coinvolti erano gestiti da Danfoss, lasciando al fornitore la responsabilità di presentare un’eventuale denuncia penale. L’azienda danese, tuttavia, non aveva confermato pubblicamente che i propri dispositivi fossero stati effettivamente presi di mira.

Perché i sistemi di refrigerazione dei supermercati sono vulnerabili agli attacchi degli hacker?

Il problema riguarda una categoria di dispositivi che, pur svolgendo funzioni tradizionalmente meccaniche, è diventata sempre più integrata nelle reti informatiche. Frigoriferi, congelatori, impianti di riscaldamento, telecamere di sorveglianza e sistemi di allarme possono oggi essere controllati e monitorati a distanza. Questa evoluzione semplifica la gestione delle strutture, ma apre anche nuove possibilità per gli attacchi informatici.

Le vulnerabilità dei controllori Danfoss erano già state segnalate in passato. Nel 2025 l’agenzia statunitense per la sicurezza informatica e delle infrastrutture, CISA, aveva pubblicato un avviso relativo a tre falle individuate in alcuni di questi dispositivi. Successivamente, i ricercatori di Team82, il gruppo di ricerca sulla sicurezza informatica della società Claroty, avevano dimostrato che un controllore compromesso poteva interrompere il raffreddamento continuando però a comunicare al personale temperature apparentemente normali. In questo modo, chi gestisce il supermercato potrebbe non accorgersi immediatamente del malfunzionamento.

Gli esperti avevano inoltre individuato oltre 2.700 dispositivi di questo tipo esposti su Internet. Non è però stato stabilito se le vulnerabilità individuate siano state effettivamente sfruttate durante gli attacchi in Francia o negli altri Paesi europei.

Hacker attack overnight, November 1–2: supermarket freezers set to 50°C in Belgium, Luxembourg, Sweden, and Ireland. Empty shelves, tons of food discarded. Second wave, following France in October. Same method. https://t.co/6dMDl5pHB7

— RadioGenoa (@RadioGenoa) November 2, 2026

Chi c’è dietro gli attacchi informatici?

Al momento nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità degli episodi e non è stato possibile identificare gli autori dell’attacco del 2 novembre. Non è neppure chiaro se le incursioni in Belgio, Svezia, Lussemburgo e Irlanda siano direttamente collegate a quella avvenuta in Francia. Un portavoce del Centro per la cybersicurezza belga, Katrien Eggers, ha spiegato che potrebbe non essere mai possibile stabilire con certezza chi abbia organizzato l’operazione. Ha inoltre espresso preoccupazione per l’aumento degli incidenti e per il ruolo che potrebbe avere l’intelligenza artificiale nello sfruttamento delle vulnerabilità informatiche.

Secondo Tom Hegel, ricercatore della società di sicurezza SentinelOne, attacchi di questo genere possono avere diverse motivazioni: estorsione economica, obiettivi politici oppure operazioni riconducibili a soggetti legati a uno Stato. L’assenza di richieste di denaro nei casi più recenti potrebbe però suggerire un intento di sabotaggio.

Il settore della grande distribuzione rappresenta un bersaglio particolarmente esposto, perché le catene di supermercati utilizzano reti molto estese di dispositivi collegati: dai controllori degli impianti frigoriferi ai sistemi di gestione degli edifici, dai pannelli per il controllo degli accessi alle apparecchiature dei punti cassa. Inoltre, individuare chi ha effettuato un’intrusione può risultare estremamente difficile: un accesso a un pannello di controllo non protetto può lasciare poche tracce, rendendo complicato distinguere l’azione di un singolo individuo da quella di un’organizzazione sofisticata.

Le preoccupazioni delle autorità europee

La Commissione europea ha sottolineato la gravità degli episodi, evidenziando le possibili conseguenze per la sicurezza della catena alimentare. Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha dichiarato che si tratta di azioni mirate a interrompere il funzionamento della filiera alimentare e a minare la fiducia dei consumatori, aggiungendo che il ripetersi degli attacchi rappresenta un motivo di forte preoccupazione.

Gli incidenti si inseriscono in un quadro di crescente attenzione verso le minacce ibride alle infrastrutture europee, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e l’aumento delle tensioni sul fronte della sicurezza. Mosca ha ripetutamente negato qualsiasi coinvolgimento in operazioni di sabotaggio o guerra ibrida. Non ci sono, al momento, elementi che consentano di attribuire alla Russia gli attacchi ai supermercati.

Le conseguenze economiche, intanto, sono già evidenti. In Belgio, Luc De Laet, fondatore e proprietario della catena di macellerie De Laet & Van Haver, è stato svegliato alle 3.30 da un dipendente che lo avvertiva di un problema. Raggiunto il negozio a sud di Anversa, ha trovato i frigoriferi impostati su temperature fino a 18 gradi. Il danno, secondo la sua stima, ammonta a circa 15mila euro di carne andata perduta.

L’imprenditore ha raccontato a Reuters di essere particolarmente preoccupato per la possibilità che qualcuno possa modificare da remoto i sistemi incaricati di registrare e controllare la temperatura. Ha contattato la polizia, ma non sa se sia stata avviata un’indagine. Secondo De Laet, l’obiettivo degli hacker potrebbe essere quello di destabilizzare le economie europee. Una preoccupazione che riflette il timore, sempre più concreto per le autorità, che attacchi informatici apparentemente circoscritti possano produrre conseguenze ben più ampie sulla distribuzione di beni essenziali.

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