La Rai Cultura propone un ritratto inedito di Luciano Rispoli lunedì 26 ottobre, alle 08.05 e alle 19.25 su Rai Storia, in ricordo del giornalista e conduttore morto il 26 ottobre 2016. La biografia ricostruisce il suo percorso professionale e artistico, dagli esordi come radiocronista all’attività televisiva, fino agli incarichi nella dirigenza Rai.
Nato a Reggio Calabria nel 1932, Rispoli ha legato il proprio lavoro a una concezione del servizio radiotelevisivo capace di unire ascolti e gradimento, curiosità e contenuti. Nelle sue parole, l’idea da trasmettere al pubblico era quella di «una televisione garbata che riesce a farsi ascoltare».
Gli esordi alla radio e i programmi che hanno fatto epoca
La prima rubrica di Rispoli è stata “La radio per le scuole”. Sono seguiti “Il Buttafuori”, “Il vostro juke box”, “Radiostop” e “La Corrida: dilettanti allo sbaraglio”: programmi che hanno segnato le tappe della sua attività radiofonica, prima del passaggio alla televisione.
Un posto particolare in questo percorso spetta a “Bandiera gialla”, la trasmissione del 1965 condotta da Arbore e Boncompagni. Il programma ha fatto epoca, contribuendo a modificare i costumi e la cultura e incidendo anche sul linguaggio: attraverso la radio si è diffuso il termine “beat”, prima sconosciuto in Italia.
È seguito “Gran varietà”, condotto da Renato Rascel e Delia Scala. La trasmissione è andata in onda tutte le domeniche mattina su Radio 2 dal 1966 al 1979, per oltre 600 puntate. Sono numeri che accompagnano uno dei programmi storici del percorso professionale ricostruito nello speciale.
A Rispoli si deve anche “Chiamate Roma 3131”. Con quella trasmissione, per la prima volta, il pubblico è entrato nella diretta radiofonica: un’altra delle innovazioni introdotte dai programmi cui ha lavorato il giornalista e conduttore.
La televisione, la lingua italiana e la dirigenza Rai
Il passaggio ai programmi televisivi ha portato nel 1975 all’invenzione di “L’ospite delle due”, in onda su Rai1: il primo programma domenicale di conversazione. Rispoli ha ideato e realizzato anche “Pomeridiana”, “Il gioco dei mestieri”, “Intervista con la scienza”, “Pranzo in tv”, “La grande corsa” e “Una grande occasione”.
La lingua italiana è arrivata in televisione con “Parola mia”, il programma di successo realizzato tra il 1985 e il 1988. Anche questa esperienza trova spazio nella biografia, che segue sia il lavoro di ideatore e realizzatore sia quello svolto all’interno dell’azienda radiotelevisiva.
La Rai lo ha nominato nel 1977 direttore del Dipartimento scuola educazione. Rispoli ha ricoperto l’incarico per dieci anni, aggiungendo la responsabilità dirigenziale al percorso costruito attraverso le rubriche radiofoniche e le trasmissioni televisive.
Poste Italiane lo ha scelto come volto per accompagnare l’ingresso dell’Italia nell’euro. La sua immagine è comparsa su 20 milioni di dépliant, spediti per annunciare e spiegare gli imminenti cambiamenti legati al passaggio alla moneta unica.
