Gli hacker di NoName057(16) e Dark Storm Team avrebbero sostenuto le manifestazioni organizzate dal Movimento 17 ottobre, che sabato 24 ottobre hanno attraversato diverse città italiane. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, le indagini telematiche avrebbero individuato un possibile collegamento tra i gruppi responsabili di attacchi informatici contro istituzioni italiane e la mobilitazione giovanile contro il carovita. Per gli investigatori del comando interforze Intel, la minaccia sarebbe stata di livello “elevato”, con il rischio di un’azione contemporanea nelle piazze e sul web. Tuttavia, il sostegno dichiarato dagli hacker non dimostra l’esistenza di un piano coordinato per provocare gli scontri.
Movimento 17 ottobre, il collegamento con gli hacker filorussi
Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, il 23 ottobre i gruppi NoName057(16) e Dark Storm Team avrebbero annunciato attraverso i propri canali Telegram il sostegno alle manifestazioni previste in Italia e Francia.
Alle dichiarazioni si sarebbe aggiunta anche la crew BD Anonymous, gruppo di hacktivisti di presunta origine bengalese vicino alla causa palestinese. In quest’ultimo caso, tuttavia, gli investigatori non avrebbero individuato intenzioni offensive direttamente collegate alle proteste del 24 ottobre.
Il gruppo No Name057 e l’operazione Europol
NoName057(16) è già noto alle autorità europee per gli attacchi informatici contro siti istituzionali, realizzati attraverso il sistema DDoS, che consiste nel sovraccaricare un server con un numero elevato di richieste fino a renderlo temporaneamente inaccessibile.
Nel luglio 2025, Europol aveva coordinato un’operazione internazionale contro il gruppo, denominata Eastwood, che aveva portato allo smantellamento di oltre cento server, due arresti e sette mandati di cattura.
Secondo un rapporto della società di cybersecurity Telsy pubblicato il 22 ottobre, NoName057(16), Dark Storm Team e BD Anonymous avevano già rivendicato attacchi contro amministrazioni pubbliche, aeroporti e altri siti italiani.
Movimento 17 ottobre, il fermo del ricercatore
Nel frattempo, sabato 24 ottobre è stato fermato il ricercatore trentenne ritenuto dagli investigatori il promotore della pagina Instagram Movimento 17 ottobre, seguita da circa 32mila persone.
La Procura di Milano gli contesta l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e il reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
Il movimento aveva annunciato nuovi raduni in otto città italiane, tra cui Milano, Bologna, Torino e Roma, con l’intenzione di comunicare i luoghi di ritrovo soltanto pochi minuti prima dell’inizio delle proteste.
Proteste e hacker russi, cosa dicono le fonti internazionali
Il presunto coinvolgimento russo nelle mobilitazioni europee era già stato al centro di un’inchiesta del Financial Times, secondo cui le autorità europee stanno verificando il ruolo delle reti filocremlino nella diffusione di contenuti sulle proteste francesi e italiane.
Le verifiche riguardano soprattutto campagne di disinformazione e amplificazione di video degli scontri, alcuni dei quali attribuiti erroneamente alle manifestazioni delle ultime settimane.
Putin: “La Russia accusata di tutti i peccati mortali”
Il presidente russo Vladimir Putin ha respinto le accuse di un coinvolgimento di Mosca nelle proteste europee, definendole “un’esagerazione evidente”. In un’intervista alla televisione di Stato, ripresa dall’agenzia Tass, Putin ha dichiarato: “La Russia è sempre stata accusata di tutti i peccati mortali”, aggiungendo che attribuirle la responsabilità delle manifestazioni nelle principali città europee sarebbe eccessivo.
Il presidente russo ha inoltre ricordato come, inizialmente, le accuse fossero rivolte agli Stati Uniti, per il sostegno dell’amministrazione Trump ai movimenti di destra europei: “Non mi aspettavo che attaccassero in questo modo il loro alleato e, per così dire, protettore militare d’oltreoceano”.
