Kim Jong Un è arrivato sabato a Dandong, nella provincia cinese del Liaoning, attraversando il nuovo ponte sul fiume Yalu: lo hanno riferito funzionari sudcoreani. Si tratta del suo primo viaggio all’estero noto da oltre un anno. Sabato sera né Pyongyang né Pechino avevano confermato la visita, che non era stata annunciata in anticipo.
Il leader aveva raggiunto in treno Sinuiju da Pyongyang prima di attraversare il confine, secondo un rappresentante del governo sudcoreano citato dall’agenzia Yonhap. Il primo ministro cinese Li Qiang lo ha incontrato a Dandong, ha riferito Reuters citando un altro funzionario sudcoreano.
La visita precede di un giorno l’anniversario dell’ingresso della Cina nella guerra di Corea del 1950-53, al fianco del Nord. Sabato l’agenzia Kyodo ha riferito di restrizioni al traffico attorno al ponte e vicino a un museo dedicato al ruolo cinese nel conflitto, oltre a limitazioni alle prenotazioni negli alberghi vicini. Alcuni interlocutori diplomatici hanno collegato queste misure alla visita di un alto rappresentante nordcoreano.
Secondo Yonhap, Kim Jong Un dovrebbe rientrare in Corea del Nord dopo la visita. Un funzionario sudcoreano ha indicato a Reuters come improbabile un suo trasferimento a Pechino prima delle riunioni dei vertici del Partito comunista, in programma da lunedì.
Il collegamento sullo Yalu e gli scambi commerciali
Il ponte, lungo 3 chilometri, è il più importante attraversamento terrestre della frontiera fra i due Paesi. Ha aperto a metà ottobre, 12 anni dopo il completamento dei lavori da parte cinese: i ritardi sul versante nordcoreano ne avevano rinviato l’entrata in funzione.
L’infrastruttura punta a rilanciare il commercio dopo anni di rapporti difficili e interruzioni legate alla pandemia. Deve agevolare il trasporto di macchinari pesanti, materie prime e prodotti energetici necessari allo sviluppo nordcoreano. All’inizio di settembre anche Corea del Nord e Russia hanno aperto il primo ponte stradale lungo il loro breve confine, collegando così Pyongyang su strada ai suoi principali sostenitori.
Per Lu Chao, esperto di relazioni sino-nordcoreane della Liaoning Academy of Social Sciences, un centro studi governativo cinese a Shenyang, la visita è coerente con una fase di rapporti economici più stretti e scambi più frequenti ai massimi livelli. «L’apertura del ponte ha risolto un importante collo di bottiglia nella logistica commerciale tra Cina e Corea del Nord», ha dichiarato a Reuters. «Con l’allentamento del vincolo logistico, è probabile che il commercio bilaterale aumenti ulteriormente».
Christopher Green, specialista della Corea alla Leiden University nei Paesi Bassi, ha sottolineato il significato dell’attraversamento: «Kim ha dato la sua approvazione al commercio bilaterale attraversando il nuovo ponte sul fiume Yalu per entrare in Cina». E ancora: «Quel ponte è stato per più di un decennio un simbolo di quanto potessero diventare disfunzionali le relazioni bilaterali».
Gli incontri con Xi Jinping e i rapporti con la Russia
È la sesta visita in Cina per Kim e la prima da settembre 2025, quando partecipò a una parata militare a Pechino insieme al presidente cinese Xi Jinping e a Vladimir Putin. Xi ha compiuto una visita di Stato a Pyongyang in giugno, la prima dopo sette anni. I due leader hanno tenuto due vertici negli ultimi 13 mesi.
La Cina è il principale sostenitore economico e diplomatico della Corea del Nord e rappresenta la maggior parte del suo commercio ufficiale. Pyongyang si è avvicinata alla Russia dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina lanciata da Mosca nel 2022: secondo gli analisti, questo ha ridotto la sua dipendenza da Pechino.
Le tensioni con Seoul e le ipotesi su Trump
I rapporti con la Corea del Sud sono peggiorati. Kim Yo Jong, sorella del leader, ha diffuso circa 10 dichiarazioni critiche verso Seoul dalla fine di settembre, una frequenza definita insolita dal ministero sudcoreano dell’Unificazione. Ha inoltre annunciato l’intenzione di riprendere entro pochi giorni le trasmissioni con altoparlanti al confine.
