Gli Stati Uniti e Israele minacciano nuovi attacchi contro l’Iran mentre il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu si avvicinano alle elezioni. A Riad, nella notte, gli Houthi hanno condotto un nuovo attacco missilistico, secondo quanto riferito dai media iraniani. La coalizione a guida saudita ha annunciato l’intercettazione di un missile balistico.
Trump e Netanyahu si sono detti «pronti a finire il lavoro» nella guerra in Iran. Durante un comizio in Iowa, il presidente americano ha dichiarato: «Ho risolto otto guerre e ne stiamo risolvendo altre due. Finiremo l’Iran molto presto. In un modo o nell’altro. Per me è quasi insignificante».
Le minacce di nuovi attacchi e la risposta di Teheran
Trump ha indicato Netanyahu come il leader più adatto a condurre fino in fondo la guerra contro l’Iran. Secondo i media locali, il premier israeliano ha avvertito che qualsiasi nuovo attacco iraniano riceverà una risposta caratterizzata da «una forza e una potenza che non riescono nemmeno a immaginare».
Stando ai media americani, gli attacchi congiunti contro l’Iran riprenderanno subito dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Le autorità iraniane hanno avvertito che, se riprenderanno i bombardamenti americani e israeliani, le rappresaglie saranno estese oltre le basi militari e le navi statunitensi.
Tra gli obiettivi minacciati da Teheran figurano gli aeroporti, gli oleodotti e altre infrastrutture civili ed economiche nei Paesi del Golfo. Le autorità iraniane hanno anche minacciato di colpire con maggiore intensità il personale americano, affondare le navi da guerra statunitensi e interrompere i cavi sottomarini per le telecomunicazioni nello Stretto di Hormuz.
L’attacco degli Houthi contro Riad
Sui social circolano video che mostrano gli effetti di un presunto colpo diretto di un proiettile sulla capitale saudita. Le autorità hanno diramato un allarme, successivamente revocato.
Il portavoce della coalizione a guida saudita ha comunicato poche ore dopo: «La difesa aerea ha intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dalla milizia Houthi in direzione di Riad».
Un attacco all’aeroporto Re Fahd di Dammam, riportato il 22 ottobre, ha causato due morti e otto feriti. Sempre il 22 ottobre, Trump aveva dichiarato: «Non stiamo negoziando, presto accadrà qualcosa». I Pasdaran avevano riferito di quattro navi colpite e andate a fuoco nel Golfo Persico.
