Due studenti di 14 anni di Genova sono stati denunciati per aver creato con l’intelligenza artificiale delle immagini pornografiche delle proprie professoresse e averle diffuse nella chat di classe. A scoprire le fotografie sono state alcune madri dei compagni, che le hanno trovate sui cellulari dei figli. Le donne hanno denunciato l’accaduto e la vicenda è arrivata all’attenzione della Procura per i minorenni che li ha processati con l’accusa di revenge porn.
Revenge Porn a Genova e il precedente all’Università
Considerata la giovane età dei ragazzi, è stato deciso di avviare un percorso riabilitativo in un centro specializzato, con l’obiettivo di far comprendere loro la gravità del gesto e le sue conseguenze. I due studenti, quindi, non sono stati condannati.
Si tratta del primo caso in Liguria di minorenni denunciati per aver modificato in modo esplicito le foto delle proprie professoresse; non è però la prima volta che nel capoluogo ligure emerge una vicenda simile. Nei mesi scorsi, un professore associato di Architettura dell’Università di Genova era stato licenziato dall’Ateneo dopo aver manipolato le fotografie di sei studentesse, creando immagini che le ritraevano nude e diffondendole su un canale Telegram.
Il docente aveva successivamente risarcito le giovani, ma il provvedimento disciplinare era stato confermato anche dal Tar della Liguria. I giudici amministrativi avevano definito la sua condotta “un comportamento reiterato e lesivo della dignità delle studentesse e degli obblighi connessi al ruolo di docente”.
L’immagine modificata di Matilde Siracusano
La manipolazione delle fotografie delle donne attraverso l’intelligenza artificiale può riguardare qualsiasi donna. La sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano ne era stata vittima il 26 settembre, quando il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, aveva condiviso sui propri social un’immagine modificata della deputata di Forza Italia.
Nella fotografia diffusa da Vannacci, Siracusano appariva con una profonda scollatura, mentre in quella originale indossava una maglietta bianca sotto la giacca: un particolare eliminato dalla manipolazione eseguita con l’AI
Matilde Siracusano aveva definito il gesto “uno schifo”, denunciando l’uso dell’intelligenza artificiale per denigrare le donne.
Fapello e le sanzioni nel Regno Unito
Sempre di recente, numerose sono state le segnalazioni relative al sito web Fapello: in Italia, la content creator Strega Salamander ha raccontato a Fanpage di aver ritrovato le proprie fotografie sulla piattaforma, accompagnate dalla possibilità per gli utenti di “spogliarla” attraverso l’AI.
L’impiego di questi strumenti interessa così le chat scolastiche, i siti e i social: contesti differenti nei quali le immagini del corpo delle donne, anche quando completamente false, possono essere usate senza che le persone ritratte ne siano a conoscenza e a discapito di qualsiasi norma legislativa in merito.
