Un gruppo di agricoltori si è riunito davanti a Montecitorio, a Roma, per protestare contro il caro carburanti, l’aumento dei costi di produzione e i bassi prezzi riconosciuti ai produttori agricoli. “Siamo altamente arrabbiati perché si parla solo del caro gasolio, che è un problema, ma tocca anche altri settori. Mentre gli altri possono aumentare i prezzi, in agricoltura vanno indietro. Abbiamo il grano a 22-23 euro al quintale e provvedimenti come il Pnrr che sono andati all’agroalimentare, ma non nelle tasche degli agricoltori”, ha dichiarato Enrico Rabazzi, della Cia Grosseto. “Sembra che ci sia un meccanismo per facilitare le multinazionali. Vogliamo che il governo ci ascolti, maggioranza e opposizione, e che dalle parole e dalle promesse passi ai fatti”, ha aggiunto. A denunciare le difficoltà del settore anche Mirella Cattari, della Cia Marche: “Non riusciamo più a sostenere la nostra vita aziendale, non siamo più imprenditori che riescono a fare reddito per colpa dei costi insostenibili e dei prezzi irrisori riconosciuti ai nostri prodotti. Poi al supermercato si arriva a prezzi astronomici, con rincari del 400%. Cari consumatori, la colpa non è nostra”. Tra le richieste dei manifestanti, interventi sui costi dell’energia e dei carburanti e maggiori controlli sui prezzi lungo la filiera alimentare. “Noi siamo il primo anello della filiera e siamo quello più debole. I cittadini italiani non possono permettersi che gli agricoltori falliscano, perché verrebbero meno anche il presidio e la tutela del territorio”, ha concluso Cattari.