“Sono stato orgoglioso di ricevere questo premio proprio perché questa persona ha detto delle cose tanti anni fa che ancora oggi sono valide. Il mondo del calcio è un grande castello in cui le fondamenta sono basate sulle bugie. Lì ci sta tutta la verità dei problemi del calcio. Se abbiamo dei dirigenti bravi, abbiamo delle persone competenti, abbiamo persone soprattutto coscienti. Il gioco del calcio sicuramente avrà la forza di esprimere un calcio migliore perché abbiamo tanti giocatori bravi, abbiamo tanti ragazzi bravi, abbiamo tanti ragazzi che sono pronti per giocare il grande calcio, ma dietro bisogna avere anche dei dirigenti che abbiano questo coraggio dettato anche dalla loro coscienza. Io ti dico questo ma non perché voglio passare per quello che ha fatto scoccare una scintilla. Dopo le due partite con la nazionale che abbiamo fatto a giugno ho visto che nel calcio italiano molte società hanno cominciato a far giocare molti più giovani, molti più ragazzi e quindi questa è una cosa che per il futuro sicuramente aiuterà il nostro calcio a venire fuori da questa posizione di classifica anche nel ranking che non rispetta i valori del calcio italiano. Bisogna partire prima dal di fuori del calcio e poi si va dentro al calcio. Se tu non hai una persona che abbia una moralità è inutile che parliamo di giovani, parliamo di programmi, parliamo di come organizzare le cose. Alla fine ci sono sempre le persone che fanno la differenza. Io per esempio che sono nato in una famiglia strana, strana fra virgolette, che mio padre era comunista e mia mamma era proprio fascista. Cosa è successo? Che io mi sono fatto un’idea che non sono le idee che fanno la differenza ma sono le persone. Perché una persona che ha un’idea giusta o di destra o di sinistra farà qualcosa di buono. Se una persona non è valida o di destra o di sinistra non combinerà niente. Quindi al di là delle idee ci vogliono proprio le persone che sappiano portare avanti questi principi. Quello che mi auguro è che la nostra famiglia, FIGC, con tutti questi rinnovamenti abbiamo la possibilità di portare al calcio italiano tanti, tanti, tanti ragazzi che un domani possono sentire orgogliosi gli italiani. Ora, parlare di singoli non è una cosa giusta. Diciamo che abbiamo un gruppo di 20, anche 30 giocatori che in questo momento sono già pronti per giocare il grande calcio e dare un grosso aiuto anche alla nazionale maggiore. Allegri e Sarri? Questa è il calcio che a me non mi interessa. A me mi interessa quello del calcio delle emozioni, il calcio che si vive insieme, come si organizza gli allenamenti, come si organizza una partita, soprattutto come si vive anche una sconfitta. Il calcio per me è questo.Sono criticati, non criticati, sono allenatori bravi, hanno fatto una grande carriera, ci sono dei momenti di alti e bassi, quindi siamo lì. Ora in questo momento non va bene, ma sicuramente la loro bravura poi verrà fuori”. Lo ha dichiarato il commissario tecnico dell’Under 21 Silvio Baldini a margine del Premio Scopigno