“Occorre cambiare radicalmente le politiche pubbliche di questo Paese. Naturalmente per quel che ci riguarda la violenza non è mai una risposta, è sempre un problema perché oscura le proteste, rischia di oscurarne le ragioni, bisogna leggere quello che accade perché prendere le distanze, condannare le violenze è giusto e sacrosanto ma non è sufficiente perché quando, come è capitato ieri, vediamo giovani, giovanissimi che si convocano a partire da sigle almeno per me sconosciute, ieri c’era questa sigla che convocava le manifestazioni Italia in piazza di cui almeno non non riesco a rintracciare alcuna origine, bisogna farsi delle domande, bisogna farsi delle domande perché altrimenti anche la giusta e doverosa presa di distanza dalla violenza rischia di non essere sufficiente a organizzare una risposta. Sono molti aspetti che non riesco a inquadrare e invece occorre andare a fondo. Occorre offrire a questo paese un’alternativa chiara, un paese che invece di investire in armi investa in sanità per esempio, investa nella scuola, nella ricerca, nei salari, negli stipendi degli italiani. Sulle primarie ho fatto un fioretto, lo rispetto, l’ho detto, non parlo più di leadership fino a quando questa questione non sarà sciolta, ma non per reticenza ma perché mi interessa parlare del paese, dei problemi del paese e delle risposte necessarie voglio parlare di scuola, di ambiente, di pace, credo che sia questo quello che ci chiede la maggioranza degli italiani, non solo dei nostri elettori. I centimetri che ancora mancano per definire un’intesa piena saranno colmati al più presto”. Lo ha dichiarato il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni a margine dell’evento “Terra e non guerra” a Roma