Un giovane ferito ha cercato riparo sabato pomeriggio nel negozio VeraLab di piazza Cordusio, durante gli scontri nel centro di Milano: a raccontare l’accaduto è stata Cristina Fogazzi, l’imprenditrice conosciuta come Estetista Cinica e titolare del marchio, che si è scusata per il mancato aiuto.
Cristina Fogazzi si scusa per il giovane rimasto fuori da VeraLab a Milano
Il corteo contro il caro-vita è sfociato in violenti tafferugli tra un gruppo di manifestanti e le forze dell’ordine in presidio. Sono state fermate oltre 50 persone, la metà minorenni. Circa 25 persone, tra agenti e manifestanti, sono state portate in ospedale per le cure mediche; il numero dei contusi è stato più alto.
Nel negozio, le dipendenti non hanno reagito subito alla richiesta del giovane. Fogazzi ha descritto così la situazione: «Le ragazze, nella confusione, non capiscono cosa fare, non gli aprono prontamente la porta».
Alla base del comportamento delle commesse, nel racconto dell’imprenditrice, c’era la paura per quanto stava accadendo all’esterno: «Le ragazze sono dispiaciutissime. Erano molto spaventate, si erano chiuse nel negozio. Esprimono loro, esprimo io, tutta VeraLab esprime tutta la solidarietà a questo ragazzo».
Le scuse di Cristina Fogazzi sono state accompagnate da una spiegazione: «Ci spiace moltissimo per quello che è successo e di non aver avuto la prontezza di capire la situazione ma, in tutto questo pomeriggio, le ragazze sono state sostanzialmente terrorizzate». Poi l’augurio rivolto al ferito: «Speriamo che stia bene».
Le contestazioni e il sostegno alle forze dell’ordine
Le scuse hanno suscitato numerosi commenti critici nei confronti dell’imprenditrice. Alcuni utenti hanno espresso sostegno alle forze dell’ordine e approvato la scelta delle dipendenti di tenere chiusa la porta.
«Non è stata una manifestazione pacifica, è stata guerriglia. Sono state pronte a non aver aperto, avreste avuto il negozio completamente distrutto», ha scritto un utente. Un’altra ha contestato a Fogazzi: «Stai accusando le forze dell’ordine?! Ma seria?!».
Un terzo commento ha richiamato il saccheggio di FootLocker: «A ‘sto punto le sarebbe stato bene avessero fatto come da FootLocker… poi voglio vedere chi ringraziava… siamo veramente alla follia totale! Ci si scusa con chi distrugge una città!».
La distinzione tra soccorso al ferito e condanna delle violenze
In una successiva precisazione su Instagram, l’imprenditrice ha distinto la vicinanza a una persona in difficoltà dall’approvazione delle violenze: «La solidarietà va al ragazzo ferito, che era in difficoltà e che non siamo stati in grado di aiutare per una mancanza di prontezza di cui ci dispiace sinceramente. Non mi sento di esprimere altrettanta solidarietà a chi mette a ferro e fuoco una città, finendo per fare il gioco di chi dovrebbe recepire il messaggio sacrosanto di tanti manifestanti con buone intenzioni (e pacifici)».
La precisazione comprende anche il sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici: «La mia solidarietà va anche ai lavoratori e alle lavoratrici che oggi in centro a Milano hanno temuto per la propria sicurezza e che domani dovranno mettere insieme i cocci di chi si sente in diritto di devastare attività commerciali e luoghi pubblici creando divisioni inutili o addirittura controproducenti».
