Corteo dei Fridays for Future nella Capitale per chiedere al governo interventi concreti contro la crisi climatica. La manifestazione è partita da Piramide per raggiungere la sede del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase). “L’estate di quest’anno ha messo davanti agli occhi di tutti la gravità di una crisi di cui gli scienziati ci avevano avvisato decenni fa. Il governo ha cercato soltanto di evitare il discorso della crisi climatica, continuando a finanziare aziende petrolifere”, ha dichiarato l’attivista Lavinia Iovino. Al centro della protesta anche la destinazione delle risorse pubbliche: “I soldi stanno andando alle armi e non alla transizione ecologica, alla sanità e all’istruzione. È necessario che il governo ci ascolti ora più che mai”, ha affermato un altro manifestante. Durante il corteo è stato inoltre ricordato il contenzioso climatico “Giudizio Universale” contro lo Stato italiano: “Mercoledì ci sarà un’udienza. Quando si muore di caldo o dopo un diluvio non è mai colpa del destino, è colpa di una scelta politica. Stavolta mettiamo alla sbarra lo Stato perché ha esposto la popolazione alle conseguenze della crisi climatica”, ha dichiarato un terzo attivista, aggiungendo: “Non siamo sulla stessa barca. Magari è la stessa tempesta, ma a qualcuno questa tempesta fa bene, soprattutto a Eni. A noi può travolgere”.