“Quello che è accaduto stamattina ci rammarica in maniera particolare perché già le dichiarazioni del presidente della comunità ebraica di esclusione dell’Anpi dalla cerimonia, che non convoca la comunità ebraica ma che convoca il comune di Roma, sono state particolarmente gravi perché le nostre posizioni come Anpi, rispetto a tutta quella che è la storia, la memoria, la memoria è limpida e cristallina, le nostre posizioni rispetto alle questioni relative a quello che sta succedendo in Israele con il governo Netanyahu sono altra cosa da quello che invece riguarda la memoria, riguarda la storia e riguarda il fatto di essere qui a piano titolo come tutti gli altri e tutte le altre. L’Ampi non manifesta con le bandiere propale, l’Ampi manifesta con le bandiere dell’Ampi e nei suoi cortei accoglie tutti coloro che, come si dice, si riconoscono nei valori della costituzione antifascista italiana, siamo inclusivi, non escludiamo nessuno, non abbiamo mai escluso neanche la comunità ebraica, la quale comunità ebraica invece chiede più spesso l’esclusione di alcuni dal corteo del 25 aprile e per noi questo non è possibile. Ci ha ferito il fatto di essere considerati assassini, criminali, penso che sia una cosa veramente ingiusta, una cosa che non respingiamo al mittente.
Noi siamo per la pace, siamo per la pace nel Medio Oriente, siamo per la pace in Ucraina, siamo per la pace nel mondo. Noi siamo stati colpiti al cuore durante il 25 aprile, eppure abbiamo chiesto di parlarne, io chiesi anche di parlare con il ragazzo, perché pensiamo che sia importante, però poi escono dichiarazioni di esclusione da una cerimonia che non organizza, questo dovete dire chiaramente, non è organizzata dalla comunità, che legittimamente se la organizza decide di non escludere qualcuno, se la organizza la comunità ebraica. Questa la organizza il Comune di Roma, quindi siamo a pieno titolo in questa piazza, perché rispettiamo la memoria di queste persone che hanno vissuto, e anche delle loro famiglie, di coloro che sono lì dopo, che hanno subito e subiscono un grande dolore, ma il dolore è anche nostro, mio, di cittadina romana”. Lo ha dichiarato Marina Pierlorenzi, Anpi Roma, a piazza 16 ottobre 1943.