“Abbiamo pieno rispetto e siamo contro ogni forma di violenza. Siamo una comunità pacifica e rispettosa, oggi era una questione di pudore e rispetto. Oggi c’erano i parenti degli ebrei deportati da questa piazza e assassinati. Questo è un lutto ancora vivo, ci vuole sensibilità e rispetto. La nostra comunità ha un profondo rispetto della storia della lotta partigiana che e’ anche la nostra storia, perché il 5% degli ebrei italiani ha partecipato alla resistenza, una proporzione 10 volte maggiore di quella della popolazione nazionale in generale. Noi siamo rimasti profondamente feriti nel vedere la brigata ebraica cacciata dal corteo del 25 aprile. Siamo rimasti di nuovo profondamente feriti nel vedere l’accondiscendenza dell’Anpi rispetto alle piazze propal. Pensiamo che l’Anpi non debba assolvere al ruolo di partito politico, non debba fare politica, ma proseguire nel suo ruolo di custode della memoria della lotta partigiana e della resistenza”. Lo ha dichiarato il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, a margine della commemorazione del rastrellamento del 16 ottobre 1943 nel quartiere ebraico della Capitale