Gli studenti hanno occupato decine di istituti da Milano a Napoli il 15 ottobre 2026, alla vigilia dello sciopero nazionale del 16 ottobre. La giornata è stata segnata da danneggiamenti in alcuni edifici e scontri, anche tra ragazzi di destra e sinistra. A Torino un gruppo di circa quaranta giovani con il volto coperto ha fatto incursione in tre scuole: un diciassettenne è stato arrestato e un carabiniere è rimasto ferito.
Le proteste studentesche, dopo le mobilitazioni in Francia, hanno coinvolto diverse città italiane. Gli istituti superiori occupati sono una ventina a Torino, una decina a Roma e tre a Genova; altre occupazioni si registrano a Milano, Napoli e Bologna. Il numero potrebbe aumentare nelle prossime ore.
Le incursioni nelle scuole e gli scontri a Torino
Il gruppo di giovani, con maschere di Carnevale e passamontagna, è entrato nell’istituto superiore Sella, nell’elementare Ricardi di Netro e nell’istituto Bosso-Monti. All’arrivo dei carabinieri, alcuni componenti avrebbero lanciato dei sassi contro i militari. Il carabiniere ferito ha ricevuto una prognosi di dieci giorni.
Il ragazzo di 17 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento aggravato. La polizia e i carabinieri hanno identificato altri 27 giovani: sette, alcuni con il volto coperto, sono stati fermati mentre cercavano di entrare con la forza in una scuola del centro.
Le forze dell’ordine hanno inoltre bloccato, nella zona nordovest della città, il quarto tentativo di ingresso in una scuola da parte di un centinaio di ragazzi estranei all’istituto. La polizia ha identificato anche alcuni studenti tra i 16 e i 20 anni, sospettati di aver promosso le agitazioni dei giorni scorsi al Peano, durante le quali sono stati danneggiati arredi e computer.
Gli scontri hanno coinvolto anche studenti favorevoli e contrari all’occupazione davanti ai cancelli dell’istituto alberghiero Colombatto. Ci sono stati insulti, spintoni, lanci di petardi, calci e pugni. Erano presenti anche militanti di Azione Studentesca, organizzazione giovanile di destra.
Lo sciopero del 16 ottobre e le perquisizioni a Padova
La mobilitazione nazionale di venerdì 16 ottobre è stata organizzata dal movimento di Opposizione studentesca di alternativa (Osa) con il titolo “No Meloni Day”. Gli studenti protesteranno contro il decreto Valditara, il carovita, il carobenzina e la riforma degli istituti tecnici e professionali, chiedendo di finanziare la scuola pubblica e non la guerra.
Due sindacati hanno annunciato anche la mobilitazione del personale docente e non docente. Sull’onda delle proteste in Francia e in Spagna, le manifestazioni riguarderanno inoltre la “scuola caserma”, il tetto agli studenti stranieri e il degrado delle strutture scolastiche.
In vista dei cortei sono scattate le perquisizioni preventive. A Padova la Digos si è presentata nelle abitazioni di 14 ragazzi, disponendo misure di prevenzione personali per istigazione a delinquere. Gli investigatori ritengono che fossero in preparazione azioni violente, tra cui l’incendio dei cassonetti, e che i ragazzi stessero pianificando di scendere in piazza con passamontagna, petardi e fumogeni.
